mercoledì 30 dicembre 2009

Il GSM è vulnerabile


Un giovane ricercatore tedesco, Karsten Nohl, ha svelato il codice di protezione utilizzato dalla rete di telefonia mobile Gsm per le telefonate tramite cellulare. Con questi dati, già disponibili su internet, un semplice Iphone di ultima generazione potrebbe intercettare telefonate e sms.Nohl ha precisato durante il Chaos Communication Congress a Berlino che il suo intento è ”puramente accademico” per illustrare la vulnerabilità della rete Gsm attualmente utilizzata da circa tre miliardi di utenti in tutto il mondo. Il codice di protezione è stato decifrato con un sistema open source, al quale dall’estate scorsa hanno partecipato 25 hacker.

Secondo la Gsm Association, il metodo presentato da Nohl ”è teoricamente fattibile ma improbabile nella realizzazione”. L’iniziativa dell’esperto d’informatica - ha detto una portavoce al New York Times - ”viola le leggi negli Usa e in Inghilterra”.

SuperBlog

martedì 15 dicembre 2009

Controtendenza

Quando ho creato questo blog, mi sono detto: non metterò mai delle canzoni o delle notizie che hanno un senso solo se lette a pochi giorni dalla pubblicazione.
Oggi ho deciso di fare un eccezione:


Considerato il tempo che è passato dal sisma e l'emozione che questa canzone provoca ancora in me, ho deciso di farla rientrare nella categoria "senza tempo" e quindi di postarla.

Buon ascolto.

sabato 12 dicembre 2009

802.22 Cognitive radio

Già disponibile per il mondo militare, la tecnologia in questione è oggi una realtà anche per i civili e si chiama cognitive radio. La sua forza è data dalla capacità di trasmettere e ricevere su frequenze libere da altri segnali, senza interferenze.
Una volta trovata la frequenza disponibile la radio intelligente può trasmettere, veicolando contenuti di vario tipo (audio, video, dati), in un unico segnale digitale distribuito nello spettro e creando reti capaci di scegliere all'istante il canale libero, utilizzandolo senza dover rispettare un percorso predeterminato.
Grazie a questo meccanismo è possibile sfruttare in maniera efficiente tutto lo spettro, con spazi di trasmissione teoricamente illimitati. Secondo una ricerca
della Fcc, l’agenzia federale americana per le telecomunicazioni, attualmente lo spettro è sfruttato soltanto al 30 per cento delle sue potenzialità.
Nella stessa indagine si argomenta anche che le frequenze sono assegnate soprattutto ai servizi civili (ambulanze,servizi di sicurezza, eccetera) e hanno un tasso di utilizzo temporale (cioè il periodo in cui la frequenza è libera e non viene utilizzata) anche inferiore al 50 per cento. Il primo prodotto commerciale “cognitive” è stato realizzato da una piccola società, la Adapt4, che ha ricevuto dalla Fcc il primo permesso sperimentale per effettuare i necessari test di funzionamento. La XG1Data Radio, questo il nome del device, permette di trasferire fino a 180 kilobit al secondo di dati digitali sulla banda di frequenza che va dai 217 ai 220 megahertz.
La radio analizza in tempo reale la situazione delle frequenze utilizzate nella banda e sceglie le frequenze libere dove trasmettere senza interferire in alcun modo con gli utilizzatori “normali” e “analogici” dello spettro.
Cognitive broadband Gli utilizzatori ideali di queste radio sono civili (vigili del fuoco, protezione civile,mondo sanitario) o militari che hanno bisogno di un sistema di trasmissione digitale efficiente e soprattutto decisamente difficile da intercettare.
Data Radio e i suoi simili permettono anche di trasferire dati, voci e immagini e possono essere configurate come dispositivi ethernet wireless che potranno fruire di applicazioni Tcp/Ip via radio come se operassero all’interno di una qualunque rete Wi-Fi. Queste ultime, che condividono in tutto il mondo una piccolissima fetta di frequenze collocata sui 2,4 gigahertz e che gestiscono già in modo automatico la scelta del canale su cui trasmettere, sono state il primo modello a cui ispirarsi per immaginare una gestione dello spettro che fosse più libera ed efficiente.
Il passo successivo dovrebbe essere quello di una rete a banda larga che, utilizzando la tecnologie cognitive, scelga la frequenza e la banda migliore per trasmettere, ma anche la potenza per permettere connessioni sia agli utenti locali sia a quelli più distanti.
Una rete simile è il sogno di chi già oggi, attraverso progetti come Fon (la rete wireless autogestita che offre connettività libera e che analizzeremo più approfonditamente nel prossimo numero), usa le frequenze radio per distribuire accessi alla rete e ben conosce gli attuali limiti delle bande e delle potenze permesse per questo tipo di trasmissioni.
Da parte dei governi sembrano esserci i primi, timidi, segnali di interesse verso il mondo delle spettro libero.
Il limite che sembra spaventare maggiormente gli attuali garanti dell’etere è la difficoltà di controllare e “ascoltare” facilmente il traffico di una rete realizzata con tecnologia cognitive radio. I continui cambi di frequenza e la scelta in tempo reale della banda da usare rendono infatti quasi impossibile l’intercettazione di questi segnali.
Non a caso questa tecnologia ha oggi un grande successo in campo militare, dove la sicurezza delle comunicazioni radio è un fattore vitale.

mercoledì 9 dicembre 2009

Il web ci rende nervosi


Il web cambia le nostre abitudini, ci mette in contatto con amici lontani, ci aiuta a trovare il cinema per la serata e il migliore ristorante vicino casa. Grazie ai motori di ricerca troviamo in un attimo le informazioni di cui abbiamo bisogno. Uno studio rivela che tutta questa comodità ci sta ledendo, poco alla volta, il sistema nervoso. Impieghiamo sempre meno a perdere la pazienza e ci arrabbiamo in un “click”.

La ricerca è stata commissionata da un importante gestore telefonico inglese, al fine di meglio comprendere alcune problematiche relative ai propri call center ed è stata svolta su un campione di 2.050 persone di entrambi i sessi e di età compresa tra i 18 e i 60 anni.

Non avendo parametri precedenti in base ai quali creare un confronto attendibile, la ricerca si è limitata a comprendere se le persone lamentassero, in generale, la tendenza a perdere più facilmente la pazienza. Il risultato è impressionante: il 70 % degli intervistati dice che, se un pagina internet impiega più di 30 secondi a caricarsi completamente, comincia a vedere rosso. L’agitazione aumenta soprattutto nei rapporti interprersonali, una persona su due dice di accorgersi di non riuscire a tollerare i tempi di attesa troppo prolungati.
Lo studio ha individuato due termometri per misurare i cali di pazienza degli inglesi. Uno di questi indicatori è stato fissato in ragione di 5 minuti e 4 secondi e l’altro in ragione di 8 minuti e 38 secondi. Cosa sono? Il primo è il tempo medio che impiega una teiera a fare bollire l’acqua per il tè, il secondo è il frutto di un calcolo complicatissimo: i fast food inglesi hanno stimato che per soddisfare i propri clienti occorre servirli in 8 minuti e 38 secondi, così avranno tutto il tempo per mangiare e non arrivare in ritardo oltre il consentito ai loro eventuali appuntamenti del dopo pasto. L’indagine rivela come i cittadini britannici riescano ancora a digerire il tempo necessario alla teiera per fischiare ma che gestiscono male l’attesa dei panini nei fast food. In media, conferma lo studio, dopo 8 minuti e 22 secondi la pazienza si esaurisce. Sono i giovani a dimostrarsi più impazienti, prorpio perché abituati ad usare Internet.

Il dato che più interessa il gestore telefonico: il 37 % delle persone che hanno preso parte al sondaggio ammette di non riuscire ad aspettare che un operatore risponda, chiudendo la comunicazione prima che ciò avvenga.

E se gli inglesi, dotati della loro porverbiale aplombe e della loro calma ottocentesca, perdono la calma con maggiore facilità, c’è da chiedersi cosa possa succedere nei paesi latini.

SuperBlog

venerdì 4 dicembre 2009

Leopard-X: come trasformare Windows XP in Mac OS X

Io lo sto provando ed è fatto abbastanza bene..una boccata d'aria fresca per cambiare dal classico stile windows..

Siete stufi della solita grafica piatta e banalotta del vostro Windows XP? Al suo posto desiderereste un tema grafico più bello e accattivante come quello di Mac OS X Leopard?
Tranquilli, una soluzione si trova a tutto. Leopart-X Theme è un ottimo software che permette di trasformare il tema grafico di Windows XP in quello di Mac OS X.
Il software consente di personalizzare l’aspetto grafico del sistema operativo Microsoft rendendolo del tutto simile a quello di Mac OS X Snow Leopard.
Per customizzare la grafica del vostro OS vi basterà scaricare l’archivio compresso a questo indirizzo e seguire i semplici passi contenuti nel file Pdf “How to Install”.
Una volta installato potrete notare che il risultato lascia a bocca aperta, la somiglianza al sistema operativo Apple è infatti davvero notevole.
Le creazioni dei ragazzi della community di DeviantArt sono sempre eccellenti e degne di nota.
Potete scaricare Leopard-X Theme gratis qui.

The Norba

venerdì 20 novembre 2009


Oggi alle ore 19 (ora italiana) Google a Mountain View terrà la presentazione alla stampa del suo nuovissimo sistema operativo.
Per la presentazione di Google Chrome OS vi consiglio di seguire CupMagazine che ha organizzato un interessante Live Event dove avrete la possibiltà di assistere in tempo reale a tutte le notizie salienti ed inoltre esprimere il vostro parere sulle novità lanciate dal colosso di Mountain View.

Potrete assistere all’evento a partire dalle ore 18.30 direttamente nella sezione Live allestita da CupMagazine per questa occasione.

Per ora è dato sapere che il sistema operativo di Google sarà particolarmente incentrato sulla navigazione web, a breve conosceremo ulteriori informazioni. Buon Live!

TheNorba

martedì 17 novembre 2009

NEC lancia gli occhiali che traducono in tempo reale


Occhiali senza lenti che mettono i sottotitoli appena gli altri parlano per evitare imbarazzi e figure da tonti. Un nuovo dispositivo messo a punto da NEC permette di comunicare con persone di lingua diversa visualizzando in tempo reale la traduzione delle parole direttamente nella retina.

Da secoli ci si mette gli occhiali per vedere. Quelli prodotti da NEC, che sembrano usciti fuori da un film di fantascienza, servono a capire: l’apparecchio promette di abbattere le barriere linguistiche, facendo parlare tra loro un cinese e un arabo senza dover ricorrere a gesti o dizionari.

Il prodotto, spiega l’agenzia Afp, si chiama Tele Scouter ed è composto da una montatura senza lenti dotata di una telecamera. Un microfono ascolta le conversazioni e le invia a un computerino “indossato” dall utente all’altezza della vita e programmato per tradurre tutto il discorso.

L’utente vedrà il mondo con i sottotitoli e le informazioni che appariranno davanti ai suoi occhi, un po’ come accade nei film.

Quello che una persona dice sarà ripreso dal microfono, tradotto e inviato all’interlocutore nelle cuffie via audio e negli occhiali sottoforma di testo sottotitolato. La traduzione appare, spiega la compagnia giapponese, solo in una parte della retina per evitare che la faccia dell’interlocutore sia “coperta” dal testo che scorre.

Secondo NEC Tele Scouter potrà essere impiegato anche nei centri commerciali. L’apparecchio, connesso a una telecamera e collegato a un programma di riconoscimento facciale, permetterà al commesso del punto vendita di sapere tutto quello che il cliente ha comprato nel negozio durante gli anni attraverso una banca dati allestita per ricostruire la storia degli acquisti.

“Conoscere caso per caso- dice Takayuki Omino, responsabile dello sviluppo per NEC – i gusti del cliente può essere un vantaggio per il negoziante”.

“E’ la prima volta che viene utilizzata questa tecnologia. Si potrà sostenere la conversazione senza interruzioni”, assicura Omino.

Il prodotto dovrebbe arrivare nei negozi entro la fine del 2011.

Luca Fabbri.

lunedì 16 novembre 2009

Read it later


Quante volte vi è capitato di non avere abbastanza tempo per leggere pagine web interessanti che meriterebbero la vostra lettura?
Purtroppo, data la grande quantità di informazioni, che il web ogni giorno propone, è molto facile dimenticare queste valide pagine web.

A questo proposito, oggi vi segnalo Read It Later, un’ottimo componente aggiuntivo per il browser Mozilla Firefox che ci consente di salvare le pagine web che desideriamo visitare successivamente.

Ora grazie a questo utile plugin non avrete motivo di dimenticarvi siti web salienti, con un solo click potrete salvare le pagine web che più vi interessano da leggere in un secondo momento ( anche offline).

Tra le funzionalità più valide di Read It Later, troviamo la possibilità di: aggiungere il link ad un post interessante alla nostra lista direttamente da Google Reader, visionare la lista di siti da leggere da più computer differenti (sincronizzando il nostro account online su Read It Later) e aggiungere url alla lista tramite un comodo bookmarklet.

Inoltre è anche disponibile un applicativo di Read It Later per iPhone, che, come potrete immaginare, consente di interfacciarsi con il nostro account online del servizio e di visualizzare la lista di siti web da consultare comodamente quando ne avremo il tempo.

Un add-on davvero molto utile, un plugin scaricabile gratuitamente qui, che può esserci d’aiuto anche per migliorare la nostra produttività su internet.

domenica 15 novembre 2009

Il cammino dell'arco


Paulo Coelho è uno degli autori che crede nei nuovi media e supporta attivamente la libera distribuzione dei suoi lavori, ecco allora "Il cammino dell'arco", piccolo racconto che potete scaricare gratuitamente qui . Il libro narra la storia di Tetsuya, il miglior arciere del paese, che cerca di trasmettere i suoi insegnamenti ad un ragazzo del suo villaggio. Gli sforzi giornalieri, il lavoro, il superamento delle difficoltà, la determinazione , il coraggio di prendere decisioni rischiose sono tra le qualità che emergono da questo racconto. Di seguito un capito del libro:

[...]
Il bersaglio è l'obiettivo da raggiungere.
É stato scelto dall'arciere, ma è distante, e non possiamo mai fargliene
una colpa quando non lo si centra. In ciò alberga la bellezza del cammino
dell'arco: non ti puoi mai scusare, dicendo che l'avversario era più forte.
Se stato tu a scegliere il tuo bersaglio, e ne sei responsabile.
Il bersaglio può essere grande, piccolo, essere a destra o a sinistra, ma
tu devi sempre metterti davanti a lui, rispettarlo, e fare sì che si avvicini
mentalmente. Solo quando si troverà sulla punta della tua freccia, quello
è il momento in cui devi lasciare la corda.
Se guardi al bersaglio come ad un nemico, potrai comunque colpire il
bersaglio, ma non riuscirai a migliorare niente in te stesso. Passerai la vita
tentando soltanto di conficcare una freccia al centro di una cosa di carta
o di legno, il che è assolutamente inutile. E quando starai con altre persone,
ti lamenterai che non fai niente di interessante.
Per questo, occorre che tu scelga il tuo bersaglio, che dia il meglio di te
stesso per raggiungerlo, e che lo guardi sempre con rispetto e dignità: occorre
che tu sappia cosa significa, e quanto ti è costato lo sforzo,
l'allenamento, l'intuizione.
Guardando il bersaglio, non concentrarti solo su di esso, ma su tutto
quello che succede attorno: perché la freccia, quando viene scoccata, si
imbatterà con fattori che di tu non calcoli, come il vento, il peso, la
distanza.
Tu devi capire il bersaglio. Bisogna che ti domandi costantemente: "se
sono il bersaglio, dove sono? In che maniera mi piacerebbe essere centrato,
in modo da dare all'arciere quella rispettabilità che merita?"
Poiché un bersaglio esiste nella misura in cui esiste un arciere. Ciò che
giustifica la sua esistenza è il desiderio dell'arciere di centrarlo - altrimenti
sarebbe una cosa morta, un pezzo di carta o di legno, al quale nessuno
presterebbe attenzione.
Così, nello stesso modo in cui la freccia cerca il bersaglio, anche il bersaglio
cerca la freccia, perché è lei che dà senso alla sua vita: non è più un
pezzo di carta, ma è il centro del mondo di un arciere.
[...]

giovedì 12 novembre 2009

TV in streaming


A causa delle recenti vicissitudini per il tirocinio, mi sono trovato a non avere mai a disposizione una televisione, ed ecco che la necessità mi ha spinto a cercare soluzioni alternative.
Per quanto riguarda la Rai, sono stati molto buoni e hanno messo in rete (esattamente qui ) tutto il palinsesto, scaricando un software (SilverLight)si possono vedere comodamente programmi e palinsesti di Rai1, 2, 3, 4, RaiSport, etc.. insomma tutti i canali RAI.
Per mediaset e co. le società sono state meno buone e non hanno un loro sito di streaming on line, ed ecco che ci vengono in aiuto dall'inghilterra:
andando qui si possono trovare molti canali, se non vi volete sbattere nella ricerca aggiungete nella URL del sito il canale che volete (es. Canale5, Italia1, etc..)
Per La7 potete andare qui e per DeejayTv qui.
PS: La qualità è ottima!!!

mercoledì 11 novembre 2009

Caronia - La città elettromagnetica


Tra il 2004 e il 2005 sono scoppiati 180 roghi spontanei dentro e fuori le abitazioni anche con la rete elettrica staccata. E poi: navigatori satellitari fusi, pen drive e memorie dei computer smagnetizzate, cellulari impazziti, migliaia di cozze spiaggiate, una bacinella di benzina di cui brucia la plastica ma non il carburante, melanzane che crescono con ignote striature tigrate e cespugli anneriti fino alle radici per combustione interna...
«Inizia tutto a casa mia. Alla vigilia di Natale del 2003 sento un cattivo odore provenire dalle cassette dell’impianto elettrico. Il quadro è annerito e i fili bruciacchiati. Riparo io, ma l’episodio si ripete dopo poche ore. Sotto casa vive papà, che queste case le ha costruite nel ’60. Dico: “Papà, qui non va più l’impianto elettrico”. L’elettricista, visto che altri cavi si bruciano nei giorni successivi, rimpiazza tutti i fili della casa.
[...]


Siamo ormai ai primi di gennaio del 2004. I fili appena cambiati dall’elettricista prendono fuoco. Vengono sostituiti due boiler con i fili danneggiati, ma nel pomeriggio s’incendia la cassetta dell’impianto. I tecnici Enel misurano la tensione che è a 230. Gli incendi si propagano. Le guaine esterne si anneriscono e s’increspano finché prendono fuoco. È come se un’onda viaggiasse sulla guaina ma non sul rame, che si scalda, ma mai fino a bruciare, tanto che lo si può toccare. È come un virus: i più vicini a noi cominciano a vedere gli stessi fenomeni in casa loro, poi vengono colpite le case più lontane. L’Enel disalimenta l’area e lascia un mezzo gruppo elettrogeno. Sei giorni senza fenomeni, poi delle urla: “Aiuto! Aiuto!”. Sta andando a fuoco l’apparato dei contatori e citofoni, si scioglie un intero sgabuzzino. Viene sospeso anche il mezzo gruppo elettrogeno, ma prende fuoco tutto anche da spento: le prese elettriche, gli abatjour, i lampadari».

«Eliminato il sistema elettrico, comincia a prendere fuoco tutto ciò che è metallico. Il materasso con le molle, le poltrone: il metallo non diventa né incandescente né troppo caldo mentre la parte di stoffa o di plastica brucia. All’Enel escludono ogni responsabilità e ipotizzano test effettuati dalle Ferrovie. Gli episodi continuano a verificarsi fino al 9 febbraio 2004, quando, nonostante i Vigili del fuoco siano qui ventiquattr’ore al giorno, brucia una casa utilizzata da mia cugina come deposito di mobili e vestiti. Ci fanno evacuare e chiamano il Cnr. Arrivano studiosi e scienziati da tutta Italia.
[...]
Ora, invece di verificarsi dentro le case, i fenomeni cominciano all’aperto. Le automobili si aprono e si chiudono da sole. I meccanismi in metallo e plastica si fondono dentro le portiere. Nella mia auto si fora anche il blocco in plastica del Gps, fenomeno – mi spiegano i Ris di Messina – che accade solo a 1000 gradi. Per tre volte si rompe il vetro laterale al posto di guida della mia Lancia Dedra 2000. Sento solo l’implosione, perché tutti i frammenti di vetro cadono dentro l’auto e non fuori.

Tra giugno e ottobre gli esperti lavorano sulle case, ma non ci sono più fenomeni. A ottobre 2004, al rientro dopo la lunga evacuazione, troviamo le abitazioni allagate e nei flessibili dell’acqua scoviamo dei piccolissimi fori. I tubi si bucano e noi li sostituiamo, ma continuano a bucarsi anche dopo che viene sospesa l’erogazione dell’acqua. Si parla allora di campo magnetico.
[...]
Nino Pezzino riprende a raccontare: «I fenomeni continuano, ma a giugno la Protezione civile, passata alla regione, ci dice: “Non siamo più nelle condizioni di pagarvi l’albergo”. Sono trascorsi quattro anni, ma grazie a qualche imbecille che ha tirato in ballo gli Ufo, ancora non sappiamo perché è accaduto tutto questo. Ora le case sono tutte munite di sensori reattivi al fumo e a forti picchi magnetici, che suonano dalle quattro alle cinque volte a settimana, spesso nel cuore della notte. Tu ti alzi, controlli che non ci siano incendi e torni a dormire. Prima segnalavamo tutto alla questura, ma ora non lo facciamo più perché non vale il costo della telefonata. La sa la verità? Non c’è la voglia che emerga la verità su queste cose. C’è il segreto di stato».
[...]
Nino Pezzino nel lungo pomeriggio sulla veranda in riva al mare aveva parlato della proposta di costruire una rete alta tre metri per fermare questo fascio elettromagnetico. «Sì, era una mia idea, ma non è stata più applicata perché, appena installati gli apparecchi, si sono interrotti gli incendi. Questo fa sospettare fortemente la natura artificiale del fenomeno». L’ipotesi trova conferma in un documento del Gruppo interistituzionale, che spiega come siano sorti «interrogativi spontanei sulla possibilità che alla base di questi fenomeni possano esserci applicazioni sperimentali di tecnologie industriali, non escludendo i sistemi d’arma cosiddetti a energia diretta». Da un fascicolo riservato consegnato a Palazzo Chigi trapelano queste parole: «Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo». «Qui è come se ci vedono e ci sentono», aveva detto infatti Pezzino osservando che, dopo essere entrato con altre persone in una stanza e aver notato che era stata risparmiata, questa aveva preso fuoco poco dopo.
[...]
«Qui entriamo in discorsi molto riservati. Posso dire che si trattava di radiazioni ben focalizzate», spiega Vedruccio. «Noi sappiamo che genere di radiazioni erano e sappiamo che erano direzionate».
Cioè mirate?
«Sì, mirate. Ma non credo che chi operava questo sistema volesse fare del male alla gente. Piuttosto, le case sembrano essere state colpite in maniera selettiva, quando la gente era in altre stanze. L’indagine ha evidenziato che il punto di origine era in mare a qualche metro dalla superficie, ma quando siamo andati là, non c’era niente». Un sommergibile?
«Ne dubito. Per irradiare quell’energia a quella distanza ci vorrebbero gigawatt di energia, non kilowatt».
Si possono fare altre ipotesi.
«Ma invece di fare ipotesi, perché non vi basate sui fatti? Le foto a quegli oggetti volanti sono i fatti. Fare altre congetture in base a fatti così può essere scomodo. Io non lo posso fare, ho famiglia... Le dico solo che nessuno stato autorizzerebbe esperimenti sui civili e fuori dai poligoni, perché farlo significherebbe rivelare che si è in possesso di una tecnologia più avanzata di qualche centinaio d’anni rispetto a oggi».
Si tratta allora di un messaggio?
«Era un messaggio sì, un mostrare i muscoli, forse più che una cosa incidentale».
Ma un messaggio di chi?
«Allora le dico questo: se lei potesse sapere di che cosa si tratta, non sarebbe autorizzato a parlarne. Qualsiasi ipotesi lei faccia non potrà mai combaciare con la realtà. Chiaro?».
[...]
Leggi l'articolo completo qui

martedì 3 novembre 2009

Songite: ascolta la tua musica preferita


Songite è un nuovo servizio per ascoltare musica online in streaming, un comodo motore di ricerca che permette di trovare proprio tutta la musica che desideriamo.
Il servizio, dotato di un’interfaccia assai pulita ed essenziale, consente di cercare ed ascoltare musica in maniera molto semplice, basterà inserire il titolo del brano e il nome dell’artista per ottenere subito i risultati e cominciare ad ascoltare in nostri brani preferiti tramite un comodo player.
Songite basa le sue ricerche su famosi servizi multimediali come YouTube e Imemem, per questo consente di trovare una grandissima quantità di materiali multimediale, sia audio che video.
Il sito permette inoltre di creare e condividere (tramite un’apposita URL) Playlist musicali con i nostri amici.
Songite è completamente gratuito e per essere utilizzato non richiede registrazione.
Buon ascolto!

venerdì 30 ottobre 2009

AllMyApps: installare molteplici applicazioni con un solo click


AllMyApps è un utile servizio online destinato a tutti coloro che non sono pratici nell’installazione dei programmi o che, avendo appena reinstallato il sistema operativo, desiderano installare subito le migliori applicazioni gratuite.
Il servizio permette di installare un gran numero di programmi in maniera molto semplice e veloce, con un solo click direttamente dall’interfaccia stessa del sito.

Per prima cosa ci basterà selezionare il sistema operativo che utilizziamo, quindi sarà possibile sfogliare le diverse categorie di programmi, tra cui: audio, grafica, gli strumenti, la produttività, ufficio, ecc.

Una volta individuati i software che ci interessano, potremo aggiungerli ad una sorta di “carrello” che ci consentirà di partire con l’installazione di tutte le applicazioni selezionate contemporaneamente.

AllMyApps può essere considerato anche un’ottima risorsa per scoprire programmi nuovi, infatti il sito cataloga una ricca serie di ottime alternative ai programmi più diffusi, inoltre è anche possibile consultare i commenti degli altri utenti e così farsi un’idea sulle applicazioni a noi sconosciute prima di procedere con l’installazione.

Al momento il servizio supporta i seguenti sistemi operativi: Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Ubuntu 8.04, Ubuntu 8.10 e Ubuntu 9.04 (purtroppo non presenta ancora alcun supporto per applicazioni per Mac OS X).

The Norba

domenica 11 ottobre 2009

Smart drugs


Un giovanotto (lo chiamerò Alex) si è laureato da poco a Harvard. Ai tempi in cui studiava storia, Alex scriveva una dozzina di saggi al semestre. Dirigeva anche un’organizzazione studentesca, per la quale spesso lavorava oltre quaranta ore alla settimana; quando non era in servizio, era a lezione. Le notti dal lunedì al venerdì erano dedicate ai compiti che non era riuscito a finire durante il giorno, e quelle del fine settimana alle bevute con gli amici e ai party. Poiché questa vita in realtà era impossibile, per renderla possibile Alex cominciò a prendere l’Adderall.
L’Adderall, un composto di sali di anfetamina, negli Stati Uniti viene comunemente prescritto a bambini e adulti con diagnosi di Adhd, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Ma in tempi recenti l’Adderall e il Ritalin, un altro farmaco, hanno cominciato a essere utilizzati come “smart drugs” o nootropici, in pratica stimolanti cognitivi: farmaci che gente iperefficiente e sovraccarica di impegni trangugia per diventare ancor più efficiente e sovraccaricarsi di ulteriori impegni (un uso del genere non è citato sul bugiardino, e non ha l’approvazione del produttore né della Food and Drug Administration).[...]
Lo scorso aprile, la rivista scientifica Nature ha pubblicato i risultati di un sondaggio online informale, in cui si chiedeva ai lettori se avessero tentato di acuire «attenzione, concentrazione o memoria» facendo ricorso a farmaci come il Ritalin o il Provigil, un nuovo tipo di stimolante conosciuto con il nome generico di modafinil, sviluppato per combattere la narcolessia. Ha risposto affermativamente un lettore su cinque. La maggioranza, tra i 1400 che hanno partecipato al sondaggio, ha dichiarato che a un adulto sano dovrebbe essere permesso di prendere stimolatori cerebrali anche a scopi non terapeutici, e il 69 per cento considera come un rischio accettabile eventuali effetti collaterali (modesti). E anche se la maggioranza ha detto che questo tipo di farmaci non dovrebbe finire in mano a ragazzi cui non sia stato diagnosticato un disturbo, un terzo dei lettori ha ammesso che si sentirebbe spinto a dare le smart drugs ai figli, se venisse a sapere che gli altri genitori lo fanno.
Queste ansie da competizione si avvertono già sui luoghi di lavoro. Recentemente, in una rubrica di Wired Us è stato pubblicato il messaggio di un lettore, preoccupato perché c’è «un astro nascente nella mia azienda: lui usa il modafinil per lavorare con orari folli. E il capo ha cominciato a darmi il tormento perché non sono altrettanto produttivo». [...]
Se alla fine decideremo che i neurostimolatori funzionano, e sono fondamentalmente sicuri, verrà il giorno in cui il loro uso sarà forzato? I legislatori potrebbero costringere alcune categorie di lavoratori – medici del pronto soccorso, controllori di volo – ad assumerli? (In realtà le forze aeree americane già mettono il modafinil a disposizione dei piloti impegnati in missioni lunghe). Per tutti gli altri la pressione potrebbe essere più subdola: la sensazione nauseante che provo quando mi viene in mente il collega giovane che butta giù il Provigil per rispettare le scadenze. Questo potrebbe portare a una società nella quale non sono molto sicura di voler vivere: una società in cui saremo ancor più sovraccarichi di lavoro e al rimorchio delle tecnologie e in cui dovremo drogarci per reggere il passo; una società in cui somministreremo ai bambini gli steroidi accademici con le vitamine.

Leggi l'articolo completo qui .

giovedì 8 ottobre 2009

Traffico mobile spiato dal 2001

La privacy? Dice un dirigente dell'autorità garante: "Chiunque tra il 2001 e l'inizio del 2008 abbia usato la rete internet deve sapere che tre tra i maggiori fornitori di accesso del paese (Telecom Italia, Vodafone e H3g) tre compagnie di telecomunicazione, hanno registrato tutto il traffico da mobile di quegli anni. Non tutti lo facevano con la stessa profondità, e lo abbiamo specificato nei nostri provvedimenti del 17 gennaio 2008. Non è nemmeno detto che lo abbiano fatto in modo continuo dal primo all'ultimo giorno. Però quella raccolta di dati avveniva e il pretesto era che bisognava tenersi pronti per rispondere alle richieste dell'autorità giudiziaria. Il punto è che raccogliere i dati personali in quel modo e con quella rozzezza espone gli stessi investigatori ad errori e valutazioni sbagliate".

Insomma, cari utenti di internet di quegli anni, siete avvertiti: da qualche parte esisteva (e "dovrebbe" non esistere più) un complesso sistema di grossi hard disk sui quali c'erano gli indirizzi (URL) di tutte le nostre pagine internet visitate. "Tutte, ma proprio tutte". Più le password che immettevate per entrare nella vostra mail, i codici di accesso alla banca (se il sistema non era protetto) e anche sì, la password di quel sito un po' scollacciato che ogni tanto allieta una vostra serata un po' uggiosa. Per non parlare di chat e messaggi posta. Tutto era "captivato" e tutto era leggibile.

Ora, dal gennaio del 2008 non lo è più (e sì che resistenze da parte di magistratura e apparati di polizia, perché si continuasse con la rete a strascico, ce ne sono state). Non solo: in Italia è stato anche adottato il sistema dello "Ip univoco" che rappresenta un passo avanti in materia - in Inghilterra, dopo gli attentati del 2005, è successo qualcosa di simile e su scala più ampia.

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Batosta per IE, resisterà?


La guerra dei browser continua e questa volta siamo a un punto di svolta molto importante..La domanda che mi sorge spontanea è: ma dopo questa apertura quanto resisterà IE? Se il browser della Microsoft non trova nuove idee accattivanti, nel giro di qualche anno è destinato a scomparire, cedendo il passo ai più dinamici Firefox e Chrome. Ecco l'artico pubblicato da Repubblica:
BRUXELLES - I titoli di coda non hanno ancora cominciato a scorrere ma la lunga e costosa guerra Microsoft-Ue si avvia ormai al termine: oggi l'antitrust europeo ha detto sì alle proposte del colosso informatico per mettere fine alla guerra dei browser e garantire ai consumatori Ue di poter esplorare la rete con navigatori diversi da Internet Explorer (IE).
Microsoft ha proposto di lasciare ai produttori di computer la scelta sul tipo di browser predefinito da installare, laddove prima Explorer era l'unica opzione. E Bruxelles "non tollererà pressioni sui produttori".

Anche i vecchi utenti, cioè quelli hanno già un pc con IE installato di default, avranno la possibilità di scegliere: su ogni pc apparirà una finestra con i diversi navigatori (i più diffusi, dopo IE, sono Firefox di Mozilla, Chrome di Google e Opera) e due opzioni: 'maggiori informazioni' o 'installa'. E se ne potrà anche installare più di uno.

"Tutti gli utenti potranno decidere da soli, Microsoft ha riconosciuto il principio della libera scelta e questo è un passo nella giusta direzione", ha detto oggi il commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes. La Commissione, che oggi ha approvato l'ipotesi della casa di Redmond, deve ora consultarsi anche con i concorrenti del colosso informatico. Se anche loro daranno parere positivo (hanno un mese di tempo per rispondere), Microsoft dovrà equipaggiare i computer venduti in Europa secondo le nuove regole. L'accordo, vincolante, durerà cinque anni.

La guerra dei browser è scoppiata perché la vendita collegata di Internet Explorer con il sistema operativo Windows ha avuto per effetto quello di equipaggiare con il browser di Microsoft il 90% dei pc del mondo. Bruxelles aveva quindi chiesto a Microsoft di proporre una soluzione che aprisse il mercato anche agli altri concorrenti. Ed evitare così una nuova sanzione record dopo la stangata di 899 milioni di euro del febbraio 2008 e la multa da 497 milioni del 2004, tutte comminate per abuso di posizione dominante.
Soddisfatti, oltre che a Bruxelles, anche in casa Microsoft: "E' un grande passo per chiudere la guerra con la Ue", ha detto oggi Brad Smith, consulente del gruppo. Per chiudere definitivamente la partita occorre ora sciogliere il nodo dell'interoperabilità (o dialogo tecnico) di tutti i software con il sistema operativo Windows. Affare, anche questo, che sembra volgere al lieto fine: per la Kroes "Microsoft ha già cominciato a rendere pubbliche le informazioni richieste", e per Smith si potrebbe arrivare ad una soluzione "entro la fine dell'anno".

martedì 22 settembre 2009

Testimonianza di un aretino in guerra


Sig. Morri ci parli di lei?

Sono nato a Rondine (AR) il 26 Marzo del 1921, successivamente la mia famiglia si trasferì a San Zeno nel 1930. Eravamo contadini, il lavoro e la fatica non mancavano mai. Noi figli eravamo in sette, due sorelle e cinque fratelli, me compreso. Durante la guerra, io insieme agli altri miei 4 fratelli venimmo richiamati tutti sotto le armi. Il piu grande era in Albania, un altro fratello nato nel 1917 era al valico francese. Quello nato nel 1920 era in Russia. Avevo addirittura un fratello che era in aviazione alla scuola allievi ufficiali che inizialmente era qui ad Arezzo dove sorgeva la caserma “Cadorna”, poi venne spostata a Stia perchè era piu sicura, successivamente fu spedito a Copertino in Puglia. Il giornale “La Nazione” ci dedico' un'intera pagina dal titolo: “ cinque fratelli alle armi”

Ci racconti le sue esperienze nella seconda guerra mondiale?

Per me la guerra è durata in tutto 52 mesi.

Ero in Francia il 28 luglio del 1943. Noi italiani occupavamo il suolo Francese, la parte meridionale, quella che andava dalla costa mediterranea fino alle alpi. Nell'aria si sentiva che c'era qualcosa che non andava infatti molti battaglioni vennero rimpatriati. Rientrai in Italia insieme ai miei commilitoni con il treno attraverso la linea ferroviaria che tocca Nizza-Mentone-Ventimiglia.

Arrivati a Ventimiglia vidi cose che mi lasciarono senza fiato. La gente cancellava dai muri, le scritte di Benito Mussolini. Spaccavano i monumenti fascisti. Davano fuoco ai simboli della dittatura. Non era ancora l'8 Settembre, ma lì capii che il fascismo era finito.

La nostra tradotta arrivò alle 16,30 in un paesino piemontese di cui non ricordo il nome che faceva 3000 abitanti. Alle 18,00 ci dettero il rancio, chi voleva poteva mangiare fuori in quelle poche bettole e osterie che erano ancora in piedi. Quella sera ci fu una sbronza collettiva, in molti ridevano ed erano felici. Io essendo del '21 ero nato e vissuto per tutta la mia vita sotto il regime fascista. Nel mio battaglione però c'erano soldati della classe 1907, loro avevano provato la dittatura fascista e avevano sofferto a causa di questa. Nel mio reggimento c'erano molti veterani tornati dalla Russia, nonostante l'armata italiana fosse stata massacrata, questi superstiti li avevano riassegnati ai vari reggimenti. Quella sera sentii per la prima volta in vita mia sentii i soldati italiani sbronzi cantare “Bandiera Rossa” ...
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venerdì 18 settembre 2009

La birra fatta in casa


La 176° edizione dell’Oktoberfest, il celebre festival della birra che ogni anno in Germania inizia con la cerimonia dello stappo della botte, è ormai alle porte. E mentre molti italiani dal 19 settembre al 4 ottobre saranno a Monaco di Baviera per partecipare all’evento, altrettanti si stanno avvicinando all’homebrewing, l’arte di fare la birra in casa. Un hobby particolare che, partito all’estero, da anni si sta diffondendo anche in Italia.

Che la preferita sia quella chiara, dorata e leggera, quella bianca, non filtrata ed opaca, quella bionda forte, generalmente servita con molta schiuma, quella ambrata o quella aromatizzata alla frutta, non importa. Bastano pochi strumenti e un po’ di pazienza, e ciascuno può avere la sua birra casalinga. Diventare un homebrewer, infatti, è semplice, economico e legale (ovviamente se la bevanda è prodotta senza scopi commerciali).

Sostanzialmente, esistono tre procedimenti di produzione per la birrificazione casalinga, che differiscono tra loro per la difficoltà e per la qualità del prodotto finale.
Il più semplice è utilizzare uno dei kit disponibili sul mercato, che comprendono tutto il necessario per una birra fai da te, tranne zucchero e bottiglie. Così, con una spesa abbastanza contenuta, circa 50-80 euro per l'impianto (un bidone di plastica e vari accessori) e 20-30 euro per il malto e il lievito, è possibile produrre circa 25 litri di birra. In commercio - nei magazzini, presso rivenditori specializzati o più facilmente on line - ce ne sono di vari tipi, alcuni con libri di ricette ed accessori compresi, altri adatti solo a birrai esperti. Un esempio sono i prodotti di Mr. Malt, con ha un catalogo molto ricco che va dalle attrezzature necessarie per il fai da te alle strumentazioni di laboratorio, oppure il kit di fermentazione Coopers, che costa intorno ai 90 euro e comprende undici accessori e una lattina di malto da 1,7 chilogrammi con cui si possono produrre i primi 22 litri di bevanda. Molto ampia, infine, anche l’offerta di Canevaribirra, negozio che oltre ai kit di fermentazione propone contenitori in acciaio, fermentatori e malti preparati.
Chi invece non ha tempo e pazienza, può utilizzare una “beer machine”, una macchina da birra di piccole dimensioni (circa 50 centimetri in altezza, larghezza e profondità) pensata per l’uso domestico.

Sul mercato si stanno diffondendo negli ultimi anni, sia tra gli appassionati sia tra chi, dopo aver sperimentato pane, marmellate e tanto altro fatto in casa non resiste alla tentazione di produrre in proprio la sua birra. Semplici da utilizzare - basta mettere la mistura e aspettare il tempo di fermentazione (di solito una settimana) - le macchina da birra automatiche producono poco meno di 10 litri di birra alla volta, permettono di scegliere quale varietà preparare grazie all’ampia offerta di misture a disposizione, costano tra i 60 e 120 euro e di solito sono anche oggetti di design. L’inconveniente è che si possono acquistare quasi esclusivamente online.
Come sul sito Birramia, che oltre alle macchine vende anche tutti gli ingredienti: www.birramia.it

giovedì 17 settembre 2009

Per lo stress meglio la bici delle pastiglie


Lo stress vi opprime? Fatevi un giro in bicicletta: 4 psicologi su 10, infatti, dicono che la bici è il miglior antidoto contro lo stress. Non solo: avrebbe anche la capacità di migliorare sensibilmente la qualità della vita di coppia.
Andare in bicicletta, infatti, è un'attività sana da fare all'aria aperta, che mette in movimento tutto il corpo e obbliga alla concentrazione, liberando così la mente da pensieri e tensioni accumulati al lavoro e in famiglia. Sempre secondo la ricerca, la bicicletta avrebbe un influsso più che positivo anche nei rapporti col partner. Le due ruote, per il 29% del campione, facilitano i rapporti a due e l'armonia, perchè meno alienanti dell'auto (33%) e perchè andare in bici è un'attività che, se fatta insieme, contribuisce a ristabilire la complicità col partner (21%).

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venerdì 28 agosto 2009

Usa, la scimmia con due mamme "Ci salverà dalle malattie ereditarie"


Lui, lei e lei. Non è un "triangolo" amoroso clandestino, bensì la somma delle parti che compongono un figlio con tre genitori: un padre e due madri. Il figlio in questione è un macaco, una scimmietta: ma teoricamente, e presto anche concretamente, anche un cucciolo di umani potrebbe nascere da tre genitori.

Che il fatto sia accaduto, non una ma ben quattro volte, con successo, nel primo esperimento mai condotto di questo genere sui primati, ossia sui nostri parenti più stretti, viene considerato un precedente di cruciale valore.

Annunciata sulla eminente rivista scientifica britannica "Nature", la rivoluzionaria tecnica di concepimento è servita a impedire la trasmissione di particolari malattie genetiche, quelle di origine mitocondriale, dalla madre ai figli. Era già stata sperimentata sui topi, dagli stessi scienziati della Newcastle University che lo scorso anno avevano scatenato un'intensa controversia con la creazione di embrioni umani contenenti del Dna di un uomo e di due donne. Ma gli embrioni erano stati distrutti, come prevede la legge, dopo pochi giorni. Mentre i macachi sono cresciuti e il loro simpatico musino riempiva ieri le pagine di tutti i giornali del Regno Unito: le prime scimmie che hanno un padre e due madri.

Condotto da ricercatori dell'Oregon National Primate Research Centre negli Stati Uniti, il tentativo di creare in laboratorio dei figli da tre diversi genitori biologici aveva l'obiettivo di impedire, attraverso la fecondazione artificiale, che una femmina affetta da disturbi genetici dei mitocondri li passi ai suoi bambini.
Si tratta di una minuscola struttura, funzionante come la batteria delle cellule, che può causare decine di malattie a volte fatali, colpendo il fegato, il cuore, provocando cecità o sordità, distrofia muscolare, e forse disordini come il morbo di Alzheimer o di Parkinson.

Gli studiosi americani, scrive "Nature", hanno di fatto scambiato il Dna malato nell'ovulo di una scimmia con il Dna sano di un'altra scimmia; quindi hanno fecondato con lo sperma di un macaco l'ovulo ricostruito in questo modo. Le quattro scimmiette venute al mondo, battezzate Spindler, Spindly e i gemelli Mito e Tracker, sono risultate senza alcuna traccia del Dna malato della (prima) madre. Ma la tecnica rilancia le polemiche sui "designer baby", i neonati creati in laboratorio.

Associazioni religiose promettono proteste e opposizione all'applicazione di una tecnica analoga sugli esseri umani. Anche se piccolissima, i figli avrebbero una quota di Dna proveniente dalla femmina donatrice, e lo trasmetterebbero alle successive generazioni. La legge britannica, modificata di recente, consente modificazioni del Dna di questo tipo, solo per evitare la trasmissione di malattie genetiche. "Crediamo che le famiglie con simili problemi debbano avere la possibilità di far nascere bambini sani", dice la dottoressa Marita Pohlschmidt, direttrice della campagna per la ricerca contro la distrofia muscolare.

Repubblica.it

giovedì 27 agosto 2009

I russi di Versilia e le supermance: 4.200 euro al cameriere

CINQUALE (Massa Carrara) — Quando una delle due ragazze russe, bellissime, ha tirato fuori dalla borsetta trenta banconote da 500 euro l'una, Sergio, patròn del Cinqualino Beach, pensava a uno scherzo. «Signora, ma ci sono 4200 euro in più...». Lei lo ha guardato con un sorriso e in un italiano traballante gli ha sussurrato: «Mancia per i camerieri, prego, siamo stati benissimo». Poi, in compagnia dell'amica e di due aitanti signori, tutti russi doc, ha lasciato il locale a bordo di una Bentley.

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mercoledì 26 agosto 2009

Un anno, 4 mesi e 21 giorni viaggio dalla morte all'Italia


Il racconto di Titti e Hadengai, due dei cinque sopravvissuti sul gommone maledetto, lo potete trovare per intero qui. E' molto tragico, ma vi consiglio di leggerlo; Ecco l'incipit:

PALERMO - Italia? È una stanza bianca e blu, la numero 1703, pneumologia 1, primo piano dell'ospedale "Cervello". Un tavolino con quattro sedie, due donne coi capelli bianchi negli altri due letti, dalla finestra aperta le case chiare del quartiere Cruillas, le montagne di Altofonte Monreale, il caldo d'agosto a Palermo. Sui due muri, in alto, la televisione e il crocifisso, una di fronte all'altro.

È quel che vede Titti Tazrar da ieri mattina, quando apre gli occhi. Quando li chiude tutto balla ancora, ogni cosa gira intorno, il letto è una barca che si inclina e poi si piega sulle onde. Titti cerca la corda per reggersi, d'istinto, come ha fatto per 21 giorni e 21 notti, con la mano che da nera sembra diventata bianca per la desquamazione, una mano forata dalle flebo per ridare un po' di vita a quel corpo divorato dalla mancanza d'acqua. La gente che ha saputo apre la porta e la guarda: è l'unica donna sopravvissuta - con altri quattro giovani uomini - sul gommone nero che è partito dalla Libia con un carico di 78 disperati eritrei ed etiopi, ha vagato in mare senza benzina per 21 giorni, ha scaricato nel Mediterraneo 73 cadaveri e ha sbarcato infine a Lampedusa cinque fantasmi stremati da un mese di morte, di sete, di fame e di terrore.

martedì 25 agosto 2009

Paul è morto!!


Per scrivere una canzone come Yesterday è meglio avere una scatola cranica tondeggiante. Se invece volessimo un pezzo più rock, facciamo Get back?, è preferibile che il cranio sia più stretto e lungo. Il fatto che i due brani abbiano lo stesso autore porta dritto al cuore del rompicapo, che da quarant'anni ha un nome, anzi una sigla: P.I.D. (Paul Is Dead). Il Paul in argomento è naturalmente McCartney che, oltre a Yesterday e Get back, ha scritto decine di pezzi pop-rock di successo. Paul è al centro di una delle più curiose, persistenti e articolate leggende metropolitane di ogni tempo: quella che sostiene la sua morte (tenuta segreta) già nell'autunno 1966 e la sostituzione con un sosia destinato a proseguirne la trionfale e lucrosa carriera. Fino a oggi.
Gabriella Carlesi e Francesco Gavazzeni sono una strana coppia: lei è un'anatomopatologa, lui un informatico. Lei è un'esperta nel riconoscimento craniometrico, lui mette le potenzialità del computer a disposizione di una disciplina nata a metà Ottocento: la craniometria appunto.
L'incrocio tra craniometria e tecnologia (che, tra le altre cose, consente di portare a proporzioni omogenee foto dello stesso soggetto scattate in momenti diversi) ha permesso di osservare, come mai prima, una serie di immagini di Paul McCartney dagli anni Sessanta a oggi.
Senza sbilanciarsi e senza portare, almeno a parole, alle estreme conseguenze la loro inchiesta, Carlesi e Gavazzeni incarnano l'essenza amletica della leggenda di Paul Is Dead. Due diversi tipi di razionalità si scontrano senza la possibilità di una verità condivisa. Come non domandarsi come possa un uomo, nel giro di pochi mesi, alterare forma del cranio, palato, bocca, naso, mandibola e orecchie pur continuando a cantare e a comporre musica? Da una parte c'è la difficoltà ad accettare uno scambio di persona quasi perfetto; dall'altra, la craniometria va a sorreggere i non pochi indizi inseriti nei dischi, nelle copertine e nei loro video dagli stessi Beatles.

Ma alle domande che possono aver trovato una risposta se ne sostituiscono altre, non meno impegnative. A cominciare dall'interrogativo cui nessuno, compreso il diretto interessato, sembra poter dare una risposta: chi è l'uomo che chiamiamo Paul McCartney?

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lunedì 24 agosto 2009

Pipì nella doccia per salvare la foresta

Chi non ha mai fatto pipì sotto la doccia alzi la mano. Quella che per molti è un piccola trasgressione potrebbe diventare un importante gesto per salvare la salute del nostro pianeta. L'idea è venuta a una ong brasiliana, SOS Mata Atlântica, che ha fatto un semplice calcolo: se tutti i cittadini brasiliani facessero una volta al giorno pipì nella doccia (evitando quindi di tirare l'acqua del wc) risparmierebbero ciascuno 4.380 litri di acqua potabile all'anno. Per chiarire il concetto la ong ha preparato un divertente spot animato, diventato in breve una star della Rete.

FORESTA ATLANTICA - La campagna, chiamata semplicemente «Pipì nella vasca», è seria: l'obiettivo della ong è salvare in particolare la foresta atlantica del Brasile, un prezioso patrimonio di biodiversità distrutto per più del 90% nel corso del 20° secolo (per le coltivazioni di canna da zucchero e caffè) e ancora oggi minacciato per l'enorme sviluppo di due megalopoli, Rio de Janeiro e San Paolo. Insomma una pipì nella doccia pensando al pianeta. E senza effetti collaterali: essendo l'urina costituita al 95% di acqua, sottolinea la ong, non ci sono rischi igienici o di cattivi odori.

Corriere.it

martedì 21 luglio 2009

Una casa da 100mila euro, autosufficiente


Mario Cucinella, 48 anni, nato a Palermo, cresciuto a Genova dove ha fatto parte del team di Renzo Piano, passato per Parigi e adesso di base a Bologna, non è un'archistar a cui piace mettere la firma su progetti avveniristici. Non si atteggia da celebrità, insomma, come tanti colleghi. Capita persino di non trovare il suo studio, che è il classico open space: ti aspetti un indirizzo almeno un po' glamour e invece arrivi alla sua bottega attraverso il cortile di un'azienda che vende impianti idraulici. Non è nemmeno uno che alza la voce, Cucinella: gli piace parlare piano, con il tono del ragionamento. Eppure il suo progetto per una casa da 100mila euro è un urlo contro il conformismo di tante costruzioni. Un'idea, spiega, che gli è venuta per «provare a dare qualcosa di diverso a un mercato che propone solo edilizia speculativa».
Basta fare dei semplici conti: «La spesa media mensile di una famiglia è di 2461 euro (fonte Istat). Di questi, il 5 per cento, dunque 123 euro, sono destinati a combustibili ed energia elettrica. Soltanto in elettricità il consumo medio per unità abitativa è di circa 3000 chilowattora all'anno. Se la singola casa diventa una piccola centrale produttrice di energia, con 70 metri quadrati di tetto piano a disposizione per un impianto fotovoltaico, in alcune zone d'Italia particolarmente soleggiate si arriva a coprire totalmente il fabbisogno».

Leggi l'articolo completo qui.

mercoledì 15 luglio 2009

Umberto Eco....che sarcasmo

Ho trovato in Internet una serie di istruzioni su come scrivere bene.
Le faccio mie, con qualche variazione, perché penso che possano essere utili a molti, specie a coloro che frequentano le scuole di scrittura.

1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10.Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11.Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”

12.I paragoni sono come le frasi fatte.

13.Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14.Solo gli stronzi usano parole volgari.

15.Sii sempre più o meno specifico.

16.L'iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.

17.Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

18.Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

19.Metti, le virgole, al posto giusto.

20.Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

21.Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.

22.Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

23.C’è davvero bisogno di domande retoriche?

24.Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

25.Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

26.Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

27.Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

28.Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

29.Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

30.Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

31.All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

32.Cura puntiliosamente l’ortograffia.

33.Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

34.Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.

35.Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

36.Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

37.Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

38.Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differanza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario.

39.Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.
40. Una frase compiuta deve avere.



tratto da: Umberto Eco, La Bustina di Minerva, Bompiani 2000

Dice incidente...mah...


Questo chihuahua del Kentucky, di nome Smokey, è sopravvissuto a un'incredibile avventura. È stato vittima di un terribile incidente in casa: un forchettone da barbecue gli si è conficcato in testa. Spaventato, l'animale è scappato nei boschi ed è rimasto per giorni con l'arnese nel cranio. I padroni lo hanno cercato in lungo e in largo e alla fine, dopo tre giorni, l'hanno trovato: in tempo per salvarlo. Lo hanno subito portato dal veterinario, che lo operato restituendolo ai suoi cari. Nella foto Smokey con la padrona Michelle Duncum (Emmevì)

venerdì 10 luglio 2009

Cina, uomo nato con due peni se ne fa amputare uno per amore

PECHINO (9 luglio) - Avrebbe potuto diventare una star del porno, invece Ang Qiang ha prefertito eliminare quel che rischiava di mettere in fuga la sua ragazza. Ang, uno dei rari casi al mondo, è nato con due peni perfettamente funzionanti. «Quando abbiamo iniziato a uscire era strabiliata dalla mia doppia dotazione, ma con l'andare del tempo ha deciso che la cosa era troppo raccapricciante", ha raccontato il 23enne di Guangzhou. E così che il giovane, affetto da una rara malformazione chiamata diphallus, è ricorso all'intervento chirurgico e ha detto addio a uno dei suoi organi riproduttivi.

Gazzettino.it

giovedì 9 luglio 2009

Alinghi arriva sul lago in elicottero


E' calato dall'alto , dal cielo, il nuovo Alinghi, quello che dovrà difendere l'America'sCup2010. Sul lago di Villeneuve (Ginevra) il nuovo catamarano di Ernesto Bertarelli è stato depositato dolcemente sull'acqua da un elicottero Mig 26 russo, operazione riuscita perfettamente nonostante il maltempo. Il catamarano farà ora dei test sul lago, quindi lo spostamento sul Mediterraneo (Genova o Marsiglia): l'8 agosto il team svizzero dirà ad Oracle (lo sfidante) dove si terrà la sfida.

Francia, la barca sospesa sugli scogli


Il vento e la marea hanno sorpreso la barca "Knight Star" vicino Saint-Quay-Portrieux in Francia dove si è incagliata tra gli scogli. Nessuna grave conseguenza per i due passeggeri, tra cui il proprietario Arthur Manning, e nemmeno per la barca, prontamente recuperata

Google, sfida a Microsoft. Pronto il sistema operativo


SUN VALLEY - L'attacco al cuore di Microsoft è stato lanciato: Google ha appena annunciato la nascita di un suo sistema operativo, diretto concorrente del dominatore Windows. Il Google Chrome OS, questo il nome del prodotto, sarà open source (cioè liberamente modificabile dagli utenti) e farà la sua comparsa su alcuni modelli di computer portatili nella seconda metà del 2010.

E così, dopo essersi messa in diretta concorrenza con Microsoft Office e Internet Explorer, lanciando propri programmi per la videscrittura, il calcolo, la navigazione in rete, Google ora tenta di colpire il gigante di Redmond dove fa più male: nel campo dei sistemi operativi per personal computer, dove Windows regna praticamente incontrastato da decenni.

Secondo quanto annunciato da Google sul suo blog ufficiale, Chrome OS sarà pensato per un nuovo tipo di panorama informatico, nel quale i computer sono sempre più rivolti a internet. In questo senso sarà la naturale estensione di Google Docs (la suite di software online per l'ufficio) e del browser Google Chrome. "Gli attuali sistemi operativi sono stati disegnati in un'era nella quale non c'era il web", spiega Sundar Pichai, VP Product Management and Linus Upson, Engineering Director di Google. "Il nuovo sistema operativo dovrà essere veloce e leggero, dovrà avviarsi e portarti in rete in pochi secondi". Per questo, i primi computer a dotarsi del Google Chrome OS saranno i netbook, i piccoli portatili di ultima generazione pensati per gli utenti che hanno bisogno di lavorare e accedere a internet in mobilità.
Google era già presente nei sistemi operativi con Android, il suo prodotto per i cellulari. Chrome OS, che avrà un cuore Linux, potrà essere usato tanto sui portatili che sui computer desktop più potenti. A maggio 2009, secondo i dati forniti da NetApplications, Windows era presente in oltre l'87 per cento dei pc. Al momento, il concorrente più significativo è il Mac OS X, con il 9,8 per cento. I vari sistemi operativi Linux si dividono attualmente circa l'1 per cento del mercato.

Repubblica.it

Inglese ubriaco distribuisce i soldi di un'eredità in aeroporto

MADRID - Un inglese ubriaco, dall'aspetto trasandato, è stato fermato dalla polizia spagnola nell'aeroporto di Maiorca mentre distribuiva a piene manciate agli altri viaggiatori 52 mila euro, frutto di un'eredità.

L'uomo, James B.N., 59 anni, era appena arrivato nello scalo spagnolo proveniente da Manchester, ha precisato in una nota la polizia, quando ha iniziato a estrarre dalle tasche assegni di viaggio e contanti per 52 mila euro e a regalarli, ridendo tutto allegro, ai passanti. Secondo la polizia regionale delle Baleari sembrava un "indigente", "non era consapevole dei suoi atti", e oltre a essere ubriaco aveva un aspetto "del tutto trasandato" e diffondeva un odore "sgradevole".

Gli agenti hanno preso contatto con il consolato britannico che ha confermato l'identità dell'uomo e anche il fatto che il danaro era di sua proprietà, grazie ad un'eredità. La polizia, secondo la stampa spagnola, lo ha subito rispedito nel Regno Unito.

Repubblica

lunedì 6 luglio 2009

VideoSpin


VideoSpin 2.0 è un ottimo software di video editing, destinato a chi non ha molta esperienza con il video montaggio ma che desidera comunque creare, modificare e condividere i propri filmati.
Il software è distribuito gratis da Avid Technology ed è basato sul noto Pinnacle Studio.
VideoSpin 2.0 è caratterizzato da una notevole semplicità di utilizzo, dotato di un interfaccia assai intuitiva, permette di creare video in modo molto rapido e di condividerli sul web o via posta elettronica.
Tra le nuove caratteristiche introdotte in questa nuova versione troviamo:
1. Supporto al formato file .Mov (molto diffuso nelle fotocamere digitali).
2. La nuova funzione Timeline “Fit-to-Fill”, che consente di rimuovere automaticamente le barre nere che talvolta appaiono su video e foto quando non si conformano alle dimensioni della timeline.
3. Suppoto widescreen per caricare video su YouTube.
4. Nessun limite alle dimensione dei file (è ora possibile editare video di lunga durata e di alta risoluzione)
VideoSpin 2.0 è compatibile con Windows Xp e Vista e dopo una breve registrazione può essere scaricato gratuitamente qui.

TheNorba

venerdì 3 luglio 2009

Una giornata di divertimento



III° TORNEO BEACH RUGBY “cinghiali marini” 04 luglio 2009

Cari amici rugbysti, per il terzo anno il Grosseto Rugby Club, organizza, sulla splendida spiaggia di Marina di Grosseto, il torneo di Beach Rugby “Cinghiali Marini”.

Il torneo si svolgerà sabato 04 luglio 2009, presso lo stabilimento balneare “Bagno Faro”, con inizio alle ore 11.00.

Leggi l'intero programma qui.

Fotografix, l'alternativa free a photoshop


Se siete alla ricerca di uno strumento leggero e gratuito per migliorare le vostre fotografie, per creare progetti grafici o per editare le immagini, Fotografix è sicuramente il software che fa per voi.
Si tratta di un programma portatile di dimensioni ridottissime, che contiene gli strumenti di base che si possono trovare nei più comuni software di fotoritocco in commercio.
Non può ovviamete essere paragonato a Photoshop, ma può certamente essere considerato una valida alternativa per il rapido fotoritocco delle immagini.
Fotografix non necessità di installazione, è compatibile anche con i pc più datati ed è trasportabile su qualsiasi chiavetta USB, senza dubbio è uno strumento davvero ottimo considerate le sue dimensioni, provandolo non si può che rimanere stupiti nel trovare così tante funzionalità racchiuse in poco meno di 1 MB.
Supporta tutti i più famosi formati di immagine come ad esempio: PSD, JPEG, Bitmap, GIF, PNG, TIFF, Gimp, PCX, ICO e molti altri ancora.
Il software dopo essere rimasto in versione beta per un lungo periodo di tempo è di recente finalmente uscito nella versione 1.1 che contiene alcune nuove e valide caratteristiche, tra cui:
1. Nuovi livelli di regolazione per ombre, mezzitorni e luci delle immagini.
2. Nuovi Preset di dimensioni delle immagini per la creazione di documenti in formato: A4, A5, lettera, ecc.
3. La rotellina del mouse può essere utilizzati per lo zoom.
4. Nuovo filtro Pixelate

Fonte

martedì 30 giugno 2009

Nati sotto i cavoli


Una coppia di coniugi tedeschi si è presentata in una clinica per la fertilità dato che, dopo otto anni di matrimonio, non avevano ancora avuto figli, e non riuscivano a capire perché. Gli esami però non hanno evidenziato alcun problema fisico in nessuno dei due coniugi. Grande è stato lo stupore del medico quando alla domanda “Quanto spesso fate sesso?”, la coppia (36 anni lui, 30 lei) lo ha guardato interrogativa e gli ha chiesto: “cosa intende esattamente?”.
È emerso che la coppia è cresciuta in un ambiente ultra-religioso, e nessuno aveva mai spiegato loro come nascono i bambini. I medici sottolineano: “Non stiamo parlando di persone mentalmente ritardate, ma di persone che dopo anni di matrimonio non erano consapevoli dei requisiti fisici per procreare”.
La coppia è stata messa in cura presso un terapista sessuale. Inoltre la clinica ha avviato una ricerca per scoprire se vi siano altre coppie nelle stesse condizioni.
Ilsole24ore

domenica 28 giugno 2009

La potenza della nuova architettura


E' crollato rimanendo integro un edificio di tredici piani di Shanghai. Nell'incidente, che è stato definito spettacolare dall'agenzia di stampa cinese Xinhua, è morto un operaio che stava lavorando nel cantiere al momento del crollo. Il palazzo si è piegato su un lato rimanendo completamente integro: a spezzarsi sono state le fondamenta.

Guarda il video.

sabato 27 giugno 2009

WiMax per tutti: zone, operatori e tariffe

Giugno: mese del WiMax. Nonostante i ritardi legati non tanto alla disponibilità delle frequenze o all’assegnazione delle licenze ma alla burocrazia, il wireless a banda larga si sta lentamente diffondendo in varie regioni italiane. L’attesa è tanta, soprattutto da parte di quei 7,5 milioni di cittadini esclusi dall’alta velocità su internet: per conoscere la situazione della banda larga in Italia il governo ha commissionato il cosiddetto rapporto Caio (scarica in formato pdf).

Il wireless a banda larga nostrano deve darsi da fare se vuole provare a raggiungere gli standard mondiali. Bastino alcuni esempi: in Giappone un nuovo investimento di 45 milioni di dollari da parte di Intel (Intel Capital) permetterà all’operatore nazionale giapponese UQ Communication di estendere la copertura al 90% del territorio nipponico entro il 2012. Il lancio commerciale dei primi servizi WiMax da parte dell’operatore UQ è previsto per il prossimo primo luglio.

Negli Usa, Clearwire ha dato il via alla copertura della città di Atlanta (dopo Las Vegas e Portaland), finora la più estesa di tutti gli Stati Uniti. Ma veniamo agli operatori italiani.


ARIA E TELECOM ITALIA

Aria (sito ufficiale) è sicuramente l’operatore che più ha scommesso sul WiMax e che conta di coprire più regioni nei prossimi anni. Per il momento è solo in Umbria, dove è nato, ma entro fine giugno dovrebbe arrivare anche in Lombardia, Puglia e Veneto.
Nei giorni scorsi ha raggiunto un accordo con Telecom Italia per la diffusione ad ampio raggio della banda larga e per il superamento del digital divide. L’intesa prevede il diritto d’uso delle frequenze Wimax di Telecom Italia per offrire il servizio in Abruzzo, Umbria, Lazio, Molise, Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sardegna.

IN TOSCANA CON FREEMAX

Freemax è il primo operatore WiMax toscano (sito ufficiale).

Leggi l'articolo completo.

giovedì 25 giugno 2009

Ecco Kobian, il robot che esprime emozioni umane




E' il robot più simile agli esseri umani perché riesce a riprodurre i gesti e le emozioni che quotidianamente esprimiamo. Martedì scorso alcuni scienziati dell'Università «Waseda» di Tokyo, guidati dal professore Atsuo Takanashi, hanno presentato l'ultimo capolavoro della robotica: Kobian, il primo androide capace di comunicare sette diversi sentimenti umani. Il robot prova stupore, tristezza, gioia e altre diverse emozioni. Ogni sensazione espressa dall'androide è accompagnata da espressioni facciali o dal movimento delle labbra e delle palpebre che rendono gli atteggiamenti dell'automa molto credibili e originali.
Kobian riesce anche a camminare, a percepire l'ambiente che gli sta attorno e a gesticolare. E' una sorta di ibrido, perché in esso ritroviamo alcune caratteristiche già presenti in due precedenti robot giapponesi: Wabian-2 presentato nel 2006 come il primo umanoide bipede e WE-4RII androide che già nel 2003 riusciva a riprodurre rudimentali espressioni facciali. Ma Kobian è anche molto di più: presenta un collo supertecnologico che lo aiuta a raggiungere atteggiamenti espressivi e singolari. Quando vuole manifestare gioia, Kobian allarga le braccia, sgrana gli occhi e apre la bocca, mentre quando è triste, abbassa la testa verso il basso, porta una mano vicino alla fronte e simula un gesto di dolore. Per esprimere sconcerto invece distende le mani e reclina indietro il capo. Secondo i suoi ideatori la grande capacità del robot nell'esprimere emozioni rende più semplice la vera finalità per cui è stato creato: interagire con gli essere umani e aiutare le persone anziane durante le faccende quotidiane.
Gli scienziati hanno assicurato che nei prossimi mesi Kobian sarà ulteriormente sviluppato e in futuro potrà essere impiegato anche nel campo dell'assistenza infermieristica. Il professore Atsuo Takanishi dichiara che l’androide ha ancora diversi limiti visto che riesce a interagire solo attraverso la sua serie di risposte pre-programmate: «È solo un prototipo» sostiene lo studioso che però conferma che Kobian rappresenta il primo passo verso la creazione dei perfetti umanoidi. Ma è bene non farsi troppo illusioni: prima di vedere in casa degli amici umanoidi dovrà passare molto tempo. Secondo Takanishi ci vorranno almeno 10 anni prima che Kobian possa assistere autonomamente un anziano o un malato.
Guara il video qui.

Jobs sta bene dopo il trapianto di fegato

Steve Jobs, 54 anni, sottoposto a un trapianto di fegato, è in buone condizioni e, come ha riferito la Bbc, dovrebbe tornare al lavoro dalla fine di giugno.
«Prognosi eccellente» per il numero uno del colosso americano Apple. In una nota autorizzata dal manager, il Methodist University Hospital di Memphis, nel Tennessee, conferma l'intervento e assicura che il paziente recupera bene. Nel comunicato non si accenna nè alla data nè ai motivi dell'operazione, ma si precisa che Jobs non ha goduto di alcuna «corsia preferenziale». Quando si è reso disponibile l'organo da trapiantare, puntualizza l'ospedale Usa, Jobs era infatti il paziente più grave inserito nella lista d'attesa.

Corriere.it

domenica 21 giugno 2009

La Giostra del Saracino



La Giostra del Saracino è una rievocazione storica medievale che si svolge nella città di Arezzo. Vi partecipano i quattro quartieri in cui è suddivisa la città, ovvero: il Quartiere di Porta Crucifera (conosciuto anche come Colcitrone), il Quartiere di Porta del Foro (conosciuto anche come San Lorentino), il Quartiere di Porta Sant'Andrea e il Quartiere di Porta Santo Spirito (conosciuto anche come Quartiere della Colombina).
La Giostra è una rievocazione storica in costume medievale che si svolge ad Arezzo presumibilmente dal XIII secolo.

Si tratta di una antica competizione cavalleresca che affonda le sue origini nel Medioevo e che consiste nel colpire un bersaglio, posto sullo scudo del Buratto (un automa girevole che impersona il "Re delle Indie"), con un colpo di lancia al termine di una veloce carriera a cavallo. Il tutto senza farsi colpire dal mazzafrusto, imbracciato dal Buratto stesso, il quale viene azionato da un meccanismo a molla.

In principio probabilmente questo cavalcare contro un fantoccio era un esercizio militare, che lentamente assunse i connotati di manifestazione nella quale si sfidavano i cavalieri durante particolari celebrazioni o semplicemente per dimostrare la propria abilità. Di torneamenti e giostre visti in terra di Arezzo parla espressamente Dante Alighieri, all'inizio del XXII canto dell'Inferno, in alcune celebri terzine:
« Io vidi già cavalier muover campo,

e cominciar stormo a far lor mostra,
e tal volta partir per loro scampo;

corridor vidi per la terra vostra,

o Aretini, e vidi gir gualdane,
fedir torneamenti e correr giostra;

quando con trombe, e quando con campane,

con tamburi e con cenni di castella,
e con cose nostrali e con istrane; »


(Dante Alighieri, La Divina Commedia - Inferno, Canto XXII, 1-9)
Per maggiori info cliccate qui.