martedì 22 settembre 2009

Testimonianza di un aretino in guerra


Sig. Morri ci parli di lei?

Sono nato a Rondine (AR) il 26 Marzo del 1921, successivamente la mia famiglia si trasferì a San Zeno nel 1930. Eravamo contadini, il lavoro e la fatica non mancavano mai. Noi figli eravamo in sette, due sorelle e cinque fratelli, me compreso. Durante la guerra, io insieme agli altri miei 4 fratelli venimmo richiamati tutti sotto le armi. Il piu grande era in Albania, un altro fratello nato nel 1917 era al valico francese. Quello nato nel 1920 era in Russia. Avevo addirittura un fratello che era in aviazione alla scuola allievi ufficiali che inizialmente era qui ad Arezzo dove sorgeva la caserma “Cadorna”, poi venne spostata a Stia perchè era piu sicura, successivamente fu spedito a Copertino in Puglia. Il giornale “La Nazione” ci dedico' un'intera pagina dal titolo: “ cinque fratelli alle armi”

Ci racconti le sue esperienze nella seconda guerra mondiale?

Per me la guerra è durata in tutto 52 mesi.

Ero in Francia il 28 luglio del 1943. Noi italiani occupavamo il suolo Francese, la parte meridionale, quella che andava dalla costa mediterranea fino alle alpi. Nell'aria si sentiva che c'era qualcosa che non andava infatti molti battaglioni vennero rimpatriati. Rientrai in Italia insieme ai miei commilitoni con il treno attraverso la linea ferroviaria che tocca Nizza-Mentone-Ventimiglia.

Arrivati a Ventimiglia vidi cose che mi lasciarono senza fiato. La gente cancellava dai muri, le scritte di Benito Mussolini. Spaccavano i monumenti fascisti. Davano fuoco ai simboli della dittatura. Non era ancora l'8 Settembre, ma lì capii che il fascismo era finito.

La nostra tradotta arrivò alle 16,30 in un paesino piemontese di cui non ricordo il nome che faceva 3000 abitanti. Alle 18,00 ci dettero il rancio, chi voleva poteva mangiare fuori in quelle poche bettole e osterie che erano ancora in piedi. Quella sera ci fu una sbronza collettiva, in molti ridevano ed erano felici. Io essendo del '21 ero nato e vissuto per tutta la mia vita sotto il regime fascista. Nel mio battaglione però c'erano soldati della classe 1907, loro avevano provato la dittatura fascista e avevano sofferto a causa di questa. Nel mio reggimento c'erano molti veterani tornati dalla Russia, nonostante l'armata italiana fosse stata massacrata, questi superstiti li avevano riassegnati ai vari reggimenti. Quella sera sentii per la prima volta in vita mia sentii i soldati italiani sbronzi cantare “Bandiera Rossa” ...
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venerdì 18 settembre 2009

La birra fatta in casa


La 176° edizione dell’Oktoberfest, il celebre festival della birra che ogni anno in Germania inizia con la cerimonia dello stappo della botte, è ormai alle porte. E mentre molti italiani dal 19 settembre al 4 ottobre saranno a Monaco di Baviera per partecipare all’evento, altrettanti si stanno avvicinando all’homebrewing, l’arte di fare la birra in casa. Un hobby particolare che, partito all’estero, da anni si sta diffondendo anche in Italia.

Che la preferita sia quella chiara, dorata e leggera, quella bianca, non filtrata ed opaca, quella bionda forte, generalmente servita con molta schiuma, quella ambrata o quella aromatizzata alla frutta, non importa. Bastano pochi strumenti e un po’ di pazienza, e ciascuno può avere la sua birra casalinga. Diventare un homebrewer, infatti, è semplice, economico e legale (ovviamente se la bevanda è prodotta senza scopi commerciali).

Sostanzialmente, esistono tre procedimenti di produzione per la birrificazione casalinga, che differiscono tra loro per la difficoltà e per la qualità del prodotto finale.
Il più semplice è utilizzare uno dei kit disponibili sul mercato, che comprendono tutto il necessario per una birra fai da te, tranne zucchero e bottiglie. Così, con una spesa abbastanza contenuta, circa 50-80 euro per l'impianto (un bidone di plastica e vari accessori) e 20-30 euro per il malto e il lievito, è possibile produrre circa 25 litri di birra. In commercio - nei magazzini, presso rivenditori specializzati o più facilmente on line - ce ne sono di vari tipi, alcuni con libri di ricette ed accessori compresi, altri adatti solo a birrai esperti. Un esempio sono i prodotti di Mr. Malt, con ha un catalogo molto ricco che va dalle attrezzature necessarie per il fai da te alle strumentazioni di laboratorio, oppure il kit di fermentazione Coopers, che costa intorno ai 90 euro e comprende undici accessori e una lattina di malto da 1,7 chilogrammi con cui si possono produrre i primi 22 litri di bevanda. Molto ampia, infine, anche l’offerta di Canevaribirra, negozio che oltre ai kit di fermentazione propone contenitori in acciaio, fermentatori e malti preparati.
Chi invece non ha tempo e pazienza, può utilizzare una “beer machine”, una macchina da birra di piccole dimensioni (circa 50 centimetri in altezza, larghezza e profondità) pensata per l’uso domestico.

Sul mercato si stanno diffondendo negli ultimi anni, sia tra gli appassionati sia tra chi, dopo aver sperimentato pane, marmellate e tanto altro fatto in casa non resiste alla tentazione di produrre in proprio la sua birra. Semplici da utilizzare - basta mettere la mistura e aspettare il tempo di fermentazione (di solito una settimana) - le macchina da birra automatiche producono poco meno di 10 litri di birra alla volta, permettono di scegliere quale varietà preparare grazie all’ampia offerta di misture a disposizione, costano tra i 60 e 120 euro e di solito sono anche oggetti di design. L’inconveniente è che si possono acquistare quasi esclusivamente online.
Come sul sito Birramia, che oltre alle macchine vende anche tutti gli ingredienti: www.birramia.it

giovedì 17 settembre 2009

Per lo stress meglio la bici delle pastiglie


Lo stress vi opprime? Fatevi un giro in bicicletta: 4 psicologi su 10, infatti, dicono che la bici è il miglior antidoto contro lo stress. Non solo: avrebbe anche la capacità di migliorare sensibilmente la qualità della vita di coppia.
Andare in bicicletta, infatti, è un'attività sana da fare all'aria aperta, che mette in movimento tutto il corpo e obbliga alla concentrazione, liberando così la mente da pensieri e tensioni accumulati al lavoro e in famiglia. Sempre secondo la ricerca, la bicicletta avrebbe un influsso più che positivo anche nei rapporti col partner. Le due ruote, per il 29% del campione, facilitano i rapporti a due e l'armonia, perchè meno alienanti dell'auto (33%) e perchè andare in bici è un'attività che, se fatta insieme, contribuisce a ristabilire la complicità col partner (21%).

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