venerdì 30 ottobre 2009

AllMyApps: installare molteplici applicazioni con un solo click


AllMyApps è un utile servizio online destinato a tutti coloro che non sono pratici nell’installazione dei programmi o che, avendo appena reinstallato il sistema operativo, desiderano installare subito le migliori applicazioni gratuite.
Il servizio permette di installare un gran numero di programmi in maniera molto semplice e veloce, con un solo click direttamente dall’interfaccia stessa del sito.

Per prima cosa ci basterà selezionare il sistema operativo che utilizziamo, quindi sarà possibile sfogliare le diverse categorie di programmi, tra cui: audio, grafica, gli strumenti, la produttività, ufficio, ecc.

Una volta individuati i software che ci interessano, potremo aggiungerli ad una sorta di “carrello” che ci consentirà di partire con l’installazione di tutte le applicazioni selezionate contemporaneamente.

AllMyApps può essere considerato anche un’ottima risorsa per scoprire programmi nuovi, infatti il sito cataloga una ricca serie di ottime alternative ai programmi più diffusi, inoltre è anche possibile consultare i commenti degli altri utenti e così farsi un’idea sulle applicazioni a noi sconosciute prima di procedere con l’installazione.

Al momento il servizio supporta i seguenti sistemi operativi: Windows XP, Windows Vista, Windows 7, Ubuntu 8.04, Ubuntu 8.10 e Ubuntu 9.04 (purtroppo non presenta ancora alcun supporto per applicazioni per Mac OS X).

The Norba

domenica 11 ottobre 2009

Smart drugs


Un giovanotto (lo chiamerò Alex) si è laureato da poco a Harvard. Ai tempi in cui studiava storia, Alex scriveva una dozzina di saggi al semestre. Dirigeva anche un’organizzazione studentesca, per la quale spesso lavorava oltre quaranta ore alla settimana; quando non era in servizio, era a lezione. Le notti dal lunedì al venerdì erano dedicate ai compiti che non era riuscito a finire durante il giorno, e quelle del fine settimana alle bevute con gli amici e ai party. Poiché questa vita in realtà era impossibile, per renderla possibile Alex cominciò a prendere l’Adderall.
L’Adderall, un composto di sali di anfetamina, negli Stati Uniti viene comunemente prescritto a bambini e adulti con diagnosi di Adhd, la sindrome da deficit di attenzione e iperattività. Ma in tempi recenti l’Adderall e il Ritalin, un altro farmaco, hanno cominciato a essere utilizzati come “smart drugs” o nootropici, in pratica stimolanti cognitivi: farmaci che gente iperefficiente e sovraccarica di impegni trangugia per diventare ancor più efficiente e sovraccaricarsi di ulteriori impegni (un uso del genere non è citato sul bugiardino, e non ha l’approvazione del produttore né della Food and Drug Administration).[...]
Lo scorso aprile, la rivista scientifica Nature ha pubblicato i risultati di un sondaggio online informale, in cui si chiedeva ai lettori se avessero tentato di acuire «attenzione, concentrazione o memoria» facendo ricorso a farmaci come il Ritalin o il Provigil, un nuovo tipo di stimolante conosciuto con il nome generico di modafinil, sviluppato per combattere la narcolessia. Ha risposto affermativamente un lettore su cinque. La maggioranza, tra i 1400 che hanno partecipato al sondaggio, ha dichiarato che a un adulto sano dovrebbe essere permesso di prendere stimolatori cerebrali anche a scopi non terapeutici, e il 69 per cento considera come un rischio accettabile eventuali effetti collaterali (modesti). E anche se la maggioranza ha detto che questo tipo di farmaci non dovrebbe finire in mano a ragazzi cui non sia stato diagnosticato un disturbo, un terzo dei lettori ha ammesso che si sentirebbe spinto a dare le smart drugs ai figli, se venisse a sapere che gli altri genitori lo fanno.
Queste ansie da competizione si avvertono già sui luoghi di lavoro. Recentemente, in una rubrica di Wired Us è stato pubblicato il messaggio di un lettore, preoccupato perché c’è «un astro nascente nella mia azienda: lui usa il modafinil per lavorare con orari folli. E il capo ha cominciato a darmi il tormento perché non sono altrettanto produttivo». [...]
Se alla fine decideremo che i neurostimolatori funzionano, e sono fondamentalmente sicuri, verrà il giorno in cui il loro uso sarà forzato? I legislatori potrebbero costringere alcune categorie di lavoratori – medici del pronto soccorso, controllori di volo – ad assumerli? (In realtà le forze aeree americane già mettono il modafinil a disposizione dei piloti impegnati in missioni lunghe). Per tutti gli altri la pressione potrebbe essere più subdola: la sensazione nauseante che provo quando mi viene in mente il collega giovane che butta giù il Provigil per rispettare le scadenze. Questo potrebbe portare a una società nella quale non sono molto sicura di voler vivere: una società in cui saremo ancor più sovraccarichi di lavoro e al rimorchio delle tecnologie e in cui dovremo drogarci per reggere il passo; una società in cui somministreremo ai bambini gli steroidi accademici con le vitamine.

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giovedì 8 ottobre 2009

Traffico mobile spiato dal 2001

La privacy? Dice un dirigente dell'autorità garante: "Chiunque tra il 2001 e l'inizio del 2008 abbia usato la rete internet deve sapere che tre tra i maggiori fornitori di accesso del paese (Telecom Italia, Vodafone e H3g) tre compagnie di telecomunicazione, hanno registrato tutto il traffico da mobile di quegli anni. Non tutti lo facevano con la stessa profondità, e lo abbiamo specificato nei nostri provvedimenti del 17 gennaio 2008. Non è nemmeno detto che lo abbiano fatto in modo continuo dal primo all'ultimo giorno. Però quella raccolta di dati avveniva e il pretesto era che bisognava tenersi pronti per rispondere alle richieste dell'autorità giudiziaria. Il punto è che raccogliere i dati personali in quel modo e con quella rozzezza espone gli stessi investigatori ad errori e valutazioni sbagliate".

Insomma, cari utenti di internet di quegli anni, siete avvertiti: da qualche parte esisteva (e "dovrebbe" non esistere più) un complesso sistema di grossi hard disk sui quali c'erano gli indirizzi (URL) di tutte le nostre pagine internet visitate. "Tutte, ma proprio tutte". Più le password che immettevate per entrare nella vostra mail, i codici di accesso alla banca (se il sistema non era protetto) e anche sì, la password di quel sito un po' scollacciato che ogni tanto allieta una vostra serata un po' uggiosa. Per non parlare di chat e messaggi posta. Tutto era "captivato" e tutto era leggibile.

Ora, dal gennaio del 2008 non lo è più (e sì che resistenze da parte di magistratura e apparati di polizia, perché si continuasse con la rete a strascico, ce ne sono state). Non solo: in Italia è stato anche adottato il sistema dello "Ip univoco" che rappresenta un passo avanti in materia - in Inghilterra, dopo gli attentati del 2005, è successo qualcosa di simile e su scala più ampia.

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Batosta per IE, resisterà?


La guerra dei browser continua e questa volta siamo a un punto di svolta molto importante..La domanda che mi sorge spontanea è: ma dopo questa apertura quanto resisterà IE? Se il browser della Microsoft non trova nuove idee accattivanti, nel giro di qualche anno è destinato a scomparire, cedendo il passo ai più dinamici Firefox e Chrome. Ecco l'artico pubblicato da Repubblica:
BRUXELLES - I titoli di coda non hanno ancora cominciato a scorrere ma la lunga e costosa guerra Microsoft-Ue si avvia ormai al termine: oggi l'antitrust europeo ha detto sì alle proposte del colosso informatico per mettere fine alla guerra dei browser e garantire ai consumatori Ue di poter esplorare la rete con navigatori diversi da Internet Explorer (IE).
Microsoft ha proposto di lasciare ai produttori di computer la scelta sul tipo di browser predefinito da installare, laddove prima Explorer era l'unica opzione. E Bruxelles "non tollererà pressioni sui produttori".

Anche i vecchi utenti, cioè quelli hanno già un pc con IE installato di default, avranno la possibilità di scegliere: su ogni pc apparirà una finestra con i diversi navigatori (i più diffusi, dopo IE, sono Firefox di Mozilla, Chrome di Google e Opera) e due opzioni: 'maggiori informazioni' o 'installa'. E se ne potrà anche installare più di uno.

"Tutti gli utenti potranno decidere da soli, Microsoft ha riconosciuto il principio della libera scelta e questo è un passo nella giusta direzione", ha detto oggi il commissario alla Concorrenza, Neelie Kroes. La Commissione, che oggi ha approvato l'ipotesi della casa di Redmond, deve ora consultarsi anche con i concorrenti del colosso informatico. Se anche loro daranno parere positivo (hanno un mese di tempo per rispondere), Microsoft dovrà equipaggiare i computer venduti in Europa secondo le nuove regole. L'accordo, vincolante, durerà cinque anni.

La guerra dei browser è scoppiata perché la vendita collegata di Internet Explorer con il sistema operativo Windows ha avuto per effetto quello di equipaggiare con il browser di Microsoft il 90% dei pc del mondo. Bruxelles aveva quindi chiesto a Microsoft di proporre una soluzione che aprisse il mercato anche agli altri concorrenti. Ed evitare così una nuova sanzione record dopo la stangata di 899 milioni di euro del febbraio 2008 e la multa da 497 milioni del 2004, tutte comminate per abuso di posizione dominante.
Soddisfatti, oltre che a Bruxelles, anche in casa Microsoft: "E' un grande passo per chiudere la guerra con la Ue", ha detto oggi Brad Smith, consulente del gruppo. Per chiudere definitivamente la partita occorre ora sciogliere il nodo dell'interoperabilità (o dialogo tecnico) di tutti i software con il sistema operativo Windows. Affare, anche questo, che sembra volgere al lieto fine: per la Kroes "Microsoft ha già cominciato a rendere pubbliche le informazioni richieste", e per Smith si potrebbe arrivare ad una soluzione "entro la fine dell'anno".