
Paulo Coelho è uno degli autori che crede nei nuovi media e supporta attivamente la libera distribuzione dei suoi lavori, ecco allora "Il cammino dell'arco", piccolo racconto che potete scaricare gratuitamente qui . Il libro narra la storia di Tetsuya, il miglior arciere del paese, che cerca di trasmettere i suoi insegnamenti ad un ragazzo del suo villaggio. Gli sforzi giornalieri, il lavoro, il superamento delle difficoltà, la determinazione , il coraggio di prendere decisioni rischiose sono tra le qualità che emergono da questo racconto. Di seguito un capito del libro:
[...]
Il bersaglio è l'obiettivo da raggiungere.
É stato scelto dall'arciere, ma è distante, e non possiamo mai fargliene
una colpa quando non lo si centra. In ciò alberga la bellezza del cammino
dell'arco: non ti puoi mai scusare, dicendo che l'avversario era più forte.
Se stato tu a scegliere il tuo bersaglio, e ne sei responsabile.
Il bersaglio può essere grande, piccolo, essere a destra o a sinistra, ma
tu devi sempre metterti davanti a lui, rispettarlo, e fare sì che si avvicini
mentalmente. Solo quando si troverà sulla punta della tua freccia, quello
è il momento in cui devi lasciare la corda.
Se guardi al bersaglio come ad un nemico, potrai comunque colpire il
bersaglio, ma non riuscirai a migliorare niente in te stesso. Passerai la vita
tentando soltanto di conficcare una freccia al centro di una cosa di carta
o di legno, il che è assolutamente inutile. E quando starai con altre persone,
ti lamenterai che non fai niente di interessante.
Per questo, occorre che tu scelga il tuo bersaglio, che dia il meglio di te
stesso per raggiungerlo, e che lo guardi sempre con rispetto e dignità: occorre
che tu sappia cosa significa, e quanto ti è costato lo sforzo,
l'allenamento, l'intuizione.
Guardando il bersaglio, non concentrarti solo su di esso, ma su tutto
quello che succede attorno: perché la freccia, quando viene scoccata, si
imbatterà con fattori che di tu non calcoli, come il vento, il peso, la
distanza.
Tu devi capire il bersaglio. Bisogna che ti domandi costantemente: "se
sono il bersaglio, dove sono? In che maniera mi piacerebbe essere centrato,
in modo da dare all'arciere quella rispettabilità che merita?"
Poiché un bersaglio esiste nella misura in cui esiste un arciere. Ciò che
giustifica la sua esistenza è il desiderio dell'arciere di centrarlo - altrimenti
sarebbe una cosa morta, un pezzo di carta o di legno, al quale nessuno
presterebbe attenzione.
Così, nello stesso modo in cui la freccia cerca il bersaglio, anche il bersaglio
cerca la freccia, perché è lei che dà senso alla sua vita: non è più un
pezzo di carta, ma è il centro del mondo di un arciere.
[...]
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