mercoledì 30 dicembre 2009

Il GSM è vulnerabile


Un giovane ricercatore tedesco, Karsten Nohl, ha svelato il codice di protezione utilizzato dalla rete di telefonia mobile Gsm per le telefonate tramite cellulare. Con questi dati, già disponibili su internet, un semplice Iphone di ultima generazione potrebbe intercettare telefonate e sms.Nohl ha precisato durante il Chaos Communication Congress a Berlino che il suo intento è ”puramente accademico” per illustrare la vulnerabilità della rete Gsm attualmente utilizzata da circa tre miliardi di utenti in tutto il mondo. Il codice di protezione è stato decifrato con un sistema open source, al quale dall’estate scorsa hanno partecipato 25 hacker.

Secondo la Gsm Association, il metodo presentato da Nohl ”è teoricamente fattibile ma improbabile nella realizzazione”. L’iniziativa dell’esperto d’informatica - ha detto una portavoce al New York Times - ”viola le leggi negli Usa e in Inghilterra”.

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martedì 15 dicembre 2009

Controtendenza

Quando ho creato questo blog, mi sono detto: non metterò mai delle canzoni o delle notizie che hanno un senso solo se lette a pochi giorni dalla pubblicazione.
Oggi ho deciso di fare un eccezione:


Considerato il tempo che è passato dal sisma e l'emozione che questa canzone provoca ancora in me, ho deciso di farla rientrare nella categoria "senza tempo" e quindi di postarla.

Buon ascolto.

sabato 12 dicembre 2009

802.22 Cognitive radio

Già disponibile per il mondo militare, la tecnologia in questione è oggi una realtà anche per i civili e si chiama cognitive radio. La sua forza è data dalla capacità di trasmettere e ricevere su frequenze libere da altri segnali, senza interferenze.
Una volta trovata la frequenza disponibile la radio intelligente può trasmettere, veicolando contenuti di vario tipo (audio, video, dati), in un unico segnale digitale distribuito nello spettro e creando reti capaci di scegliere all'istante il canale libero, utilizzandolo senza dover rispettare un percorso predeterminato.
Grazie a questo meccanismo è possibile sfruttare in maniera efficiente tutto lo spettro, con spazi di trasmissione teoricamente illimitati. Secondo una ricerca
della Fcc, l’agenzia federale americana per le telecomunicazioni, attualmente lo spettro è sfruttato soltanto al 30 per cento delle sue potenzialità.
Nella stessa indagine si argomenta anche che le frequenze sono assegnate soprattutto ai servizi civili (ambulanze,servizi di sicurezza, eccetera) e hanno un tasso di utilizzo temporale (cioè il periodo in cui la frequenza è libera e non viene utilizzata) anche inferiore al 50 per cento. Il primo prodotto commerciale “cognitive” è stato realizzato da una piccola società, la Adapt4, che ha ricevuto dalla Fcc il primo permesso sperimentale per effettuare i necessari test di funzionamento. La XG1Data Radio, questo il nome del device, permette di trasferire fino a 180 kilobit al secondo di dati digitali sulla banda di frequenza che va dai 217 ai 220 megahertz.
La radio analizza in tempo reale la situazione delle frequenze utilizzate nella banda e sceglie le frequenze libere dove trasmettere senza interferire in alcun modo con gli utilizzatori “normali” e “analogici” dello spettro.
Cognitive broadband Gli utilizzatori ideali di queste radio sono civili (vigili del fuoco, protezione civile,mondo sanitario) o militari che hanno bisogno di un sistema di trasmissione digitale efficiente e soprattutto decisamente difficile da intercettare.
Data Radio e i suoi simili permettono anche di trasferire dati, voci e immagini e possono essere configurate come dispositivi ethernet wireless che potranno fruire di applicazioni Tcp/Ip via radio come se operassero all’interno di una qualunque rete Wi-Fi. Queste ultime, che condividono in tutto il mondo una piccolissima fetta di frequenze collocata sui 2,4 gigahertz e che gestiscono già in modo automatico la scelta del canale su cui trasmettere, sono state il primo modello a cui ispirarsi per immaginare una gestione dello spettro che fosse più libera ed efficiente.
Il passo successivo dovrebbe essere quello di una rete a banda larga che, utilizzando la tecnologie cognitive, scelga la frequenza e la banda migliore per trasmettere, ma anche la potenza per permettere connessioni sia agli utenti locali sia a quelli più distanti.
Una rete simile è il sogno di chi già oggi, attraverso progetti come Fon (la rete wireless autogestita che offre connettività libera e che analizzeremo più approfonditamente nel prossimo numero), usa le frequenze radio per distribuire accessi alla rete e ben conosce gli attuali limiti delle bande e delle potenze permesse per questo tipo di trasmissioni.
Da parte dei governi sembrano esserci i primi, timidi, segnali di interesse verso il mondo delle spettro libero.
Il limite che sembra spaventare maggiormente gli attuali garanti dell’etere è la difficoltà di controllare e “ascoltare” facilmente il traffico di una rete realizzata con tecnologia cognitive radio. I continui cambi di frequenza e la scelta in tempo reale della banda da usare rendono infatti quasi impossibile l’intercettazione di questi segnali.
Non a caso questa tecnologia ha oggi un grande successo in campo militare, dove la sicurezza delle comunicazioni radio è un fattore vitale.

mercoledì 9 dicembre 2009

Il web ci rende nervosi


Il web cambia le nostre abitudini, ci mette in contatto con amici lontani, ci aiuta a trovare il cinema per la serata e il migliore ristorante vicino casa. Grazie ai motori di ricerca troviamo in un attimo le informazioni di cui abbiamo bisogno. Uno studio rivela che tutta questa comodità ci sta ledendo, poco alla volta, il sistema nervoso. Impieghiamo sempre meno a perdere la pazienza e ci arrabbiamo in un “click”.

La ricerca è stata commissionata da un importante gestore telefonico inglese, al fine di meglio comprendere alcune problematiche relative ai propri call center ed è stata svolta su un campione di 2.050 persone di entrambi i sessi e di età compresa tra i 18 e i 60 anni.

Non avendo parametri precedenti in base ai quali creare un confronto attendibile, la ricerca si è limitata a comprendere se le persone lamentassero, in generale, la tendenza a perdere più facilmente la pazienza. Il risultato è impressionante: il 70 % degli intervistati dice che, se un pagina internet impiega più di 30 secondi a caricarsi completamente, comincia a vedere rosso. L’agitazione aumenta soprattutto nei rapporti interprersonali, una persona su due dice di accorgersi di non riuscire a tollerare i tempi di attesa troppo prolungati.
Lo studio ha individuato due termometri per misurare i cali di pazienza degli inglesi. Uno di questi indicatori è stato fissato in ragione di 5 minuti e 4 secondi e l’altro in ragione di 8 minuti e 38 secondi. Cosa sono? Il primo è il tempo medio che impiega una teiera a fare bollire l’acqua per il tè, il secondo è il frutto di un calcolo complicatissimo: i fast food inglesi hanno stimato che per soddisfare i propri clienti occorre servirli in 8 minuti e 38 secondi, così avranno tutto il tempo per mangiare e non arrivare in ritardo oltre il consentito ai loro eventuali appuntamenti del dopo pasto. L’indagine rivela come i cittadini britannici riescano ancora a digerire il tempo necessario alla teiera per fischiare ma che gestiscono male l’attesa dei panini nei fast food. In media, conferma lo studio, dopo 8 minuti e 22 secondi la pazienza si esaurisce. Sono i giovani a dimostrarsi più impazienti, prorpio perché abituati ad usare Internet.

Il dato che più interessa il gestore telefonico: il 37 % delle persone che hanno preso parte al sondaggio ammette di non riuscire ad aspettare che un operatore risponda, chiudendo la comunicazione prima che ciò avvenga.

E se gli inglesi, dotati della loro porverbiale aplombe e della loro calma ottocentesca, perdono la calma con maggiore facilità, c’è da chiedersi cosa possa succedere nei paesi latini.

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venerdì 4 dicembre 2009

Leopard-X: come trasformare Windows XP in Mac OS X

Io lo sto provando ed è fatto abbastanza bene..una boccata d'aria fresca per cambiare dal classico stile windows..

Siete stufi della solita grafica piatta e banalotta del vostro Windows XP? Al suo posto desiderereste un tema grafico più bello e accattivante come quello di Mac OS X Leopard?
Tranquilli, una soluzione si trova a tutto. Leopart-X Theme è un ottimo software che permette di trasformare il tema grafico di Windows XP in quello di Mac OS X.
Il software consente di personalizzare l’aspetto grafico del sistema operativo Microsoft rendendolo del tutto simile a quello di Mac OS X Snow Leopard.
Per customizzare la grafica del vostro OS vi basterà scaricare l’archivio compresso a questo indirizzo e seguire i semplici passi contenuti nel file Pdf “How to Install”.
Una volta installato potrete notare che il risultato lascia a bocca aperta, la somiglianza al sistema operativo Apple è infatti davvero notevole.
Le creazioni dei ragazzi della community di DeviantArt sono sempre eccellenti e degne di nota.
Potete scaricare Leopard-X Theme gratis qui.

The Norba