
Il web cambia le nostre abitudini, ci mette in contatto con amici lontani, ci aiuta a trovare il cinema per la serata e il migliore ristorante vicino casa. Grazie ai motori di ricerca troviamo in un attimo le informazioni di cui abbiamo bisogno. Uno studio rivela che tutta questa comodità ci sta ledendo, poco alla volta, il sistema nervoso. Impieghiamo sempre meno a perdere la pazienza e ci arrabbiamo in un “click”.
La ricerca è stata commissionata da un importante gestore telefonico inglese, al fine di meglio comprendere alcune problematiche relative ai propri call center ed è stata svolta su un campione di 2.050 persone di entrambi i sessi e di età compresa tra i 18 e i 60 anni.
Non avendo parametri precedenti in base ai quali creare un confronto attendibile, la ricerca si è limitata a comprendere se le persone lamentassero, in generale, la tendenza a perdere più facilmente la pazienza. Il risultato è impressionante: il 70 % degli intervistati dice che, se un pagina internet impiega più di 30 secondi a caricarsi completamente, comincia a vedere rosso. L’agitazione aumenta soprattutto nei rapporti interprersonali, una persona su due dice di accorgersi di non riuscire a tollerare i tempi di attesa troppo prolungati.
Lo studio ha individuato due termometri per misurare i cali di pazienza degli inglesi. Uno di questi indicatori è stato fissato in ragione di 5 minuti e 4 secondi e l’altro in ragione di 8 minuti e 38 secondi. Cosa sono? Il primo è il tempo medio che impiega una teiera a fare bollire l’acqua per il tè, il secondo è il frutto di un calcolo complicatissimo: i fast food inglesi hanno stimato che per soddisfare i propri clienti occorre servirli in 8 minuti e 38 secondi, così avranno tutto il tempo per mangiare e non arrivare in ritardo oltre il consentito ai loro eventuali appuntamenti del dopo pasto. L’indagine rivela come i cittadini britannici riescano ancora a digerire il tempo necessario alla teiera per fischiare ma che gestiscono male l’attesa dei panini nei fast food. In media, conferma lo studio, dopo 8 minuti e 22 secondi la pazienza si esaurisce. Sono i giovani a dimostrarsi più impazienti, prorpio perché abituati ad usare Internet.
Il dato che più interessa il gestore telefonico: il 37 % delle persone che hanno preso parte al sondaggio ammette di non riuscire ad aspettare che un operatore risponda, chiudendo la comunicazione prima che ciò avvenga.
E se gli inglesi, dotati della loro porverbiale aplombe e della loro calma ottocentesca, perdono la calma con maggiore facilità, c’è da chiedersi cosa possa succedere nei paesi latini.
SuperBlog
Nessun commento:
Posta un commento