lunedì 4 gennaio 2010

Plantoidi su marte


Provate a pensare a piante super intelligenti, con cervelli messi in rete come i computer collegati a internet, che interagiscono socialmente e dialogano con altre piante, animali e insetti. Piante in grado di produrre milioni di sostanze chimiche diverse (per la maggior parte ancora sconosciute). Capaci di muoversi, di sentire, di trasformare in energia la luce del sole, di reagire agli stimoli e di vivere centinaia, a volte migliaia di anni cibandosi solo di acqua e di terra. Immaginate piante che dormono, esplorano e combattono. Piante che si comportano come sciami, sommando le singole intelligenze in un super organismo multipotente. fatto? Bene, non avete inventato niente di pazzesco: le piante sono proprio così.
[...]Alcuni mesi fa (in un articolo su Pnas, la rivista dell’Accademia delle scienze Usa, ndr) abbiamo dimostrato che i segnali elettrici che partono da questa zona della radice sono molto simili a quelli del cervello umano. Non c’è dubbio: le piante hanno un centro di comando. I giornali a volte lo chiamano cervello ma a me la definizione non piace. Anzi, i centri di comando sono molti, e lavorano in rete come i computer connessi. Il principio ispiratore della natura è stato simile a quello di Arpanet (la prima rete di computer costruita dal Dipartimento della difesa Usa, ndr).

Poiché la pianta può essere in gran parte predata e mangiata, così come moltissimi obiettivi militari possono essere distrutti durante una guerra atomica, costruire una rete e collegarvi tutti i cervelli o i computer equivale a rendere la rete non solo super potente, ma praticamente indistruttibile».
[...]
«Alcuni studiosi», spiega Mancuso, «hanno ipotizzato che in un rapporto coevolutivo come quello che interessa tutte le specie animali e vegetali presenti sul pianeta, le piante siano state in diverse occasioni in grado di influenzare le nostre scelte. Facciamo un esempio: ci è noto che alcune piante producono dei fiori con forme, odori e colori colori studiati appositamente per attirare certi tipi di insetti, di cui la pianta si serve per l’impollinazione. Quindi, come possiamo escludere che abbiano fatto lo stesso con noi? Come facciamo a dire che alcuni dei frutti o dei fiori che ci piacciono di più non sono stati selezionati dalle piante appositamente per attirare noi e convincerci a diffondere sul pianeta la loro specie a discapito delle altre? La natura non è forse la madre di tutti i “persuasori occulti” e i geni del marketing dei nostri giorni?». È roba da brividi. Pensiamoci bene la prossima volta che ci dimentichiamo di annaffiare le piante sul terrazzo.
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